Vacanze "intruppati" in famiglia

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Il rito di agosto visto dai due genitori adottivi

Vacanze in famigliaMarta e Alberto, i due genitori adottivi di Milano che fanno "incursioni" fisse tre le pagine di Radiomamma, stavolta riflettono su un rito vacanziero che condividono molte famiglie italiane...

La vecchia casa dei bisnonni ci ospita ogni estate ad agosto. Tornare in campagna tutti gli anni per me è un tuffo nell’infanzia ormai lontana. E’ l’occasione per stare insieme ai nonni, a mia sorella e alle nipoti che vivono in città diverse. Le crepe dei muri scrostati, il profumo della marmellata di fichi di mio padre, il giallo dell’uovo sbattuto regalano momenti indimenticabili anche ai miei bambini. 

Non è certo tutto un idillio. La convivenza di tre famiglie con figli sotto i dieci anni, un’adolescente con amica al seguito - alle prese con le prime cotte – e due anziani, mette a dura prova la mania di ordine della nonna, i nervi del nonno e il desiderio di vacanza (concetto peraltro ormai stravolto dall’arrivo dei figli) di mio marito. 

Eppure, ogni anno, all’appuntamento non manca nessuno. In questa campagna che regala solo uva, i miei due figli hanno fatto il loro effettivo rumoroso ingresso nella famiglia allargata. La loro storia, dalle radici lontane e avvolte dal mistero, si è innestata nella nostra rendendola unica. E mi sorprendo a pensare come “essere famiglia” significhi non semplicemente far confluire percorsi diversi in un unico cammino, ma un po’ anche fare proprie le storie, le radici di ciascuno. 

La nonna fin da piccolissimi li ha accompagnati nel sonno con le sue ninna nanne del secolo scorso, il nonno ha raccontato al maschietto qualche episodio della resistenza partigiana che si è combattuta in queste colline. Le loro grida risvegliano ogni estate le stanze polverose e finalmente inondate ancora una volta di luce e di cielo di Lombardia, così bello quando è bello! Non che sia una fanatica delle tradizioni, provengo da una famiglia piuttosto anticonformista e poco convenzionale. Ma devo ammetterlo: l’idea che la ricetta del riso al forno del bisnonno possa far leccare i baffi a mio figlio o che la mia piccola vietnamita chieda alla nonna di cantarle la filastrocca in pavese sulle ginocchia mi fa sorridere dentro. E addormentarsi tutti e quattro, con il canto dei grilli di sottofondo nella notte nera, ha il sapore delle cose buone che rimangono impresse nei ricordi per la vita.

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