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Usa: una legge protegge le future mamme

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A New York, vincola i datori di lavoro a concedere "lo spazio" giusto alle dipendenti incinte

donne incinte a new york Pregnant Workers Fairness ActUna donna incinta di 4 mesi può essere obbligata dal suo datore di lavoro a salire su una scala per pulire un vetro o riporre qualcosa sullo scaffale di un supermecato? Una donna incinta di 6 mesi può essere obbligata a sedere per per quattro ore alla scrivania di un call center senza alzarsi per sgranchirsi un po'? 

Non nella Grande Mela. Non più: il New York City Council ha, infatti, approvato il Pregnant Workers Fairness Act, legge che vieta ai datori di lavoro di penalizzare una donna incinta che necessita piccole modifiche lavorative per continuare a svolgere i suoi compiti durante la gravidanza o che necessità del tempo lontano dal lavoro per priprendersi dal parto. Secondo il Fairness Act, inoltre, i datori di lavoro con 4 o più dipendenti hanno l'obbligo di provvedere "reasonable accomodation", o spazio lavorativo ragionevolmente comodo, a una donna in gravidanza. 

Perchè, si chiede il prestigioso New York Times celebrando la notizia dell'approvazione del Pregnant Workers Fairness Act, abbiamo bisogno di leggi aggiuntive per proteggere le future mamme quando dovrebbero già essere tutelate dal Pregnancy Discrimination Act, una legge contro la discriminazione delle donne incinte?

Semplice: perchè il Pregnancy Discrimination Act non parla di "accomodation", ovvero dello spazio fisico di cui una donna incinta può avere bisogno. Si tratti della pericolosità di salire su una scala, di una postazione in cui non riesce a stendere le gambe, di turni di ore e ore in piedi all'interno di un negozio.

Il tema negli Usa è caldo, al punto che i democratici stanno cercando di far approvare una legge federale sul tema, il Women's Equality Act.

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