Usa: neo mamme, non lasciate il lavoro

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Anche se il nido costa più del salario, parola del Washington Post

lavoro o figli?Usa: lavoro o figli? Il Washington Post consiglia di non licenziarsi anche se il nido costa più di uno stipendio

Stai pagando, letteralmente, per restare nel mondo del lavoro? Questa la domanda rivolta qualche giorno fa dal prestigioso  Washington Post alle sue lettrici. In un articolo che affronta lo spinoso tema dei tantissimi neo genitori americani - ma lo stesso potremmo dire degli italiani - che si trovano davanti a questo dubbio: se il costo di un nido o di una babysitter è superiore allo stipendio di mamma o papà, conviene pagare qualcun altro perchè si prenda cura di tuo figlio o tanto vale licenziarsi? 

Domanda troppo personale per rispondere, verrebbe da dire. E invece il Washington Post  risponde. A rischio, ammette, di far arrabbiare qualche lettrice. "Lasciare il lavoro per prendersi cura di vostro figlio ha economicamente senso per i primi due o tre anni di vita del bambino, ma che succede dopo?", spiega Heather Boushey, economista del Center for American Progress con sede a Washington.  "Guardando al benessere finanziario della vostra famiglia sul lungo periodo, lasciare il lavoro può rivelarsi una scelta con effetti devastanti. Quando ti licenzi, perdi contatti, anzianità lavorativa, esperienza, benefit e competenze che è difficile recuperare quando i figli vanno a scuola".

Ha senso pagare qualcuno che si prenda cura di tuo figlio per restare nel mondo de lavoro? Che ne pensate?

Non condivido assolutamente

Non condivido assolutamente l'invito a tornare al lavoro dopo un figlio. E miope, secondo me, è chi non capisce il perché del suggerimento - del WP come dell'Italia.
E' ovvio che lo stato - qualunque stato - spinga perché le donne tornino a lavorare dopo la maternità: significa che possono essere tassate (=entrate sicure per lo stato), che spenderanno i soldi che guadagnano (=iva che entra sempre allo stato), che finanzieranno i nidi (quelli statali sono sempre al completo), che non avranno, o solo in maniera molto ridotta, agevolazioni economiche (asssegni familiari e altro).
Se le donne restano a casa, oltre al mancato introito di denaro per lo stato, ci sono da aggiungere gli sconti che il coniuge che lavora ottiene per il familiare a carico (=tasse in meno che lo stato preleva) e il reddito più basso della famiglia, che dovrebbe permettere l'accesso a prestazioni agevolate (vedi ticket) sempre a spese dello stato.
E a parte il discorso del "chi ci guadagna se le donne vanno a lavorare", che mi sembra chiaro...perché dopo aver deciso di avere un figlio, il figlio deve trovarsi in secondo piano (sì, basta contare le ore che dedichiamo all'uno e all'altro e vedrete che è così) rispetto al lavoro dei genitori?
Non raccontiamoci frottole, chi sta fuori casa almeno otto ore al giorno non ha il tempo materiale, e spesso nemmeno le energie, di crescere ed educare un bimbo come può fare una persona che sta a casa tuto il giorno con lui.

non parlerei di lascialre o

non parlerei di lascialre o non lasciare il lavoro MA di qualità del territorio del tempo e vita quotidiana. un figlio e parlo come padre senza genitori/nonni che fanno da tirasu figli vivono le poche ore e spesso le peggiori (quelle di fine giornata)in sieme a noi stressati e stanchini. cosa vivono?
si lavorare e si stare in sieme con i figli. dipende quante ore siamo fuori casa tra lavoro e spostamenti. non tutti i figli amano nidi o asili!
noi due abbiamo scelto di fare meno ma goderci il figlio spesso e a orari diversi. non lo portiamo tutti i giorni al asilo. si fa festa e riposo.
rinuncio a depositare figli o lascirli tutto il giorno con nonni isterici e al quanto duretti per non dire militareschi. osservo loro e tate al parco.
io preferisco cercare alternative per il bene comune e non solo soddisfare il mio ego(amo alla follia il mio mestire). e per essere onesti mi capita che stare al lavoro mi costa molto meno fatica che rimanere tutto il giorno con mio figlio. cucinarci. disegnare, vestire, giocare e poi e poi e poi si reiniza il tutto da capo.

Io invece non sono per

Io invece non sono per niente d'accordo. Quando vado a prendere mio figlio alle 16.30 lui è stravolto e io pure. abbiamo pochissima energia per giocare insieme o fare qualsiasi altra cosa. E mi rendo conto che lui a cinque anni fa gli stessi orari di qualunque altro "impiegato". abbiamo fatto dei nostri figli dei lavoratori ante litteram. Bisogna uscire da questi schemi e creare altre forme di lavoro, allo stesso modo in cui si cercano altre forme di consumo "compatibile".

Ho fatto la stessa scelta

Ho fatto la stessa scelta suggerita dal Washington Post. Sono laureata in ingegneria, ho un lavoro che mi piace, dopo la prima figlia sono rientrata ai suoi 9 mesi, inserendola al nido. All'anno ho chiesto un part-time a 6 ore a tempo determinato e me lo hanno concesso.
Dopo il secondo figlio, nato a distanza di 2 anni dalla prima, sono rientrata ai suoi 11 mesi, ho richiesto il part-time e me lo hanno negato.
Ho fatto un anno a tempo pieno con due bimbi di 1 e 3 anni e devo dire che è stata dura, veramente dura. Non avendo genitori vicini e dovendosi affidare alle baby sitter, non è stato per niente facile, sia dal punto di vista organizzativo che psicologico: i bimbi erano stanchi e a fine giornata riversavano il malumore di essere stati senza genitori sulla sottoscritta.
Ho nuovamente richiesto il part-time ai 2 anni del piccolo e me lo hanno concesso, ed è la soluzione ideale.
Ora la bimba fa la prima elementare a tempo pieno e l'altro va alla materna, escono alle 16.30 e riesco ad andare a prenderli, mi ritengo molto molto fortunata.
Rientrare ora dopo 3-4 anni di assenza nel mio campo sarebbe stato quasi impossibile: chi vuole una 38enne con due figli?
Ciao

io sono d'accordo col

io sono d'accordo col washington post: lasciare il lavoro mi sembra una scelta miope, è vero che c'è più tempo da dedicare ai bambini e semplifica l'organizzazione familiare, ma poi ? tra qualche anno che si fa ? ...salvo rare eccezioni diventa difficile reinserirsi... (senza contare che alle neo mamme fa bene "staccare" dal tran tran "pappa-pannolino-passeggino" per vedere cosa succede nel mondo...ma questa è una opinione personale...)
ciao !

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