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Tradate, bonus bebè in tribunale

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Il comune ricorre: "Solo agli italiani"

TradateIl sindaco di Tradate non si arrende e difende la scelta (giudicata dallo stesso Tribunale di Milano come discriminatoria), di accordarlo ai soli bambini italiani. "Il bonus bebe' solo ai figli di italiani e' un segnale di incoraggiamento al futuro della cultura europea", ha spiegato Stefano Candiani, il sindaco leghista della cittadina in provincia di Varese, annunciando di aver impugnato la sentenza del Tribunale di Milano.
Lo scorso 26 luglio, come già detto, i giudici milanesi avevano congelato la misura, definendo "discriminatoria" la delibera comunale del 2007 che escludeva dal "bonus bebe'" di 500 euro i bambini che non avevano entrambi i genitori italiani. Hanno pertanto richiesto di rimuovere l'indicazione sulla cittadinanza dei genitori e condannato il comune al pagamento delle spese processuali. 

L'udienza sul ricorso presentato dal Comune si e' svolta qualche giorno fa. Gli avvocati del Comune hanno spiegato di aver istituito il bonus dopo che "gli italiani, come i tedeschi, gli austriaci e i portoghesi, sono quelli che si riproducono di meno, mentre la Lombardia spicca come una delle zone del paese con il piu' drastico calo demografico".

Asgi, Avvocati per Niente e Farsi prossimo (la cooperativa sociale promossa dalla Caritas Ambrosiana), che hanno presentato ricorso contro il comune, definiscono "grave" la scelta del Comune di Tradate di difendere ad oltranza tale provvedimento. "Abbiamo fatto tutti il nostro dovere - spiega l'avvocato Alberto Guariso, che rappresenta Avvocati per niente e le altre associazioni - Ora aspettiamo la decisione dei giudici che dovrebbe arrivare la prossima settimana."   

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