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Teens: 2 milioni con disturbi alimentari

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A Milano NutriMente Onlus apre uno sportello telefonico gratuito x genitori. Ecco come chiedere aiuto e quali sono i campanelli d'allarme

“Mio figlio è grasso. Mia figlio non mangia. Mia figlio parla solo di cibo. La mattina quando gli faccio il letto trovo carte di cioccolatini e merendine”. Sono tanti i genitori che stanno chiedendo aiuto al nuovo servizio telefonico gratuito Teen Nutritional Help. E’ appena nato, creato dall’Associazione NutriMente Onlus per dare un supporto professionale a mamme e papà di adolescenti. “Nel nostro lavoro negli ospedali ci siamo accorti che chi arriva da noi ha spesso una storia di malattia cronicizzata da anni. Arrivano ragazzi di 17-18 anni che soffrono da quattro-cinque anni. Spesso ci vuole molto molto tempo per arrivare a capire che c’è un problema e quindi a chiedere aiuto. Per questo è fondamentale una psico-educazione a livello precoce”, spiega Elisabetta Costantino, socia fondatrice di NutriMente onlus. 14 soci fondatori, psicoterapeuti, psichiatri e medici e nutrizionisti, uniti dall’obiettivo di fare prevenzione e divulgazione sul mondo del Disturbo Alimentare e di mettere in contatto chi ha bisogno con strutture e professionisti specializzati.

RADIOMAMMA: Quali sono i disturbi alimentari tra i ragazzi e quanti ne soffrono?
NUTRIMENTE: I disturbi tra i ragazzi sono: anoressia, bulimia e binge-eating (disturbo dell’alimentazione incontrollata). Poi c’è l’ortoressia (la ricerca del mangiare sano in maniera ossessiva) che riguarda però i più grandi, dopo il liceo. In Italia (non ci sono dati epidemiologici regionali) 2 milioni di ragazzi tra gli 11 e i 21 anni soffre di disturbi alimentari, tra questi il 40% sono adolescenti (15-18 anni). E’ la seconda causa di morte fra gli adolescenti dopo gli incidenti stradali ed è documentato un costante incremento dell’incidenza, un decremento dell’età di esordio (il Ministero della Salute rileva anoressia e bulimia già a 8 anni) ed un aumento dei casi maschili, al punto che nel 2005 la world health organization ha posto i disturbi del comportamento alimentare fra le priorità da affrontare nella salute mentale del bambino e dell’adolescente.

RADIOMAMMA: Serve una psico-educazione precoce secondo voi. Cosa è e come la fate?
NUTRIMENTE: I disturbi alimentari hanno una natura sociale, famigliare e di personalità. Quello che succede è: sono molto triste o arrabbiata, non so come fare a gestire questo stato, allora trasferisco sul corpo questa mia emozione. Noi proponiamo un lavoro psicoeducativo nelle scuole e nelle scuole di danza, proprio per insegnare a distingue la fame dalle emozioni. Ai ragazzi spieghiamo come nasce un disturbo alimentare, quali sono le complicanze mediche e poi facciamo gruppi di lavoro sulle emozioni.

RADIOMAMMA: E i genitori come possono capire quando e se intervenire?
NUTRIMENTE: Prima di tutto il genitore deve pensare cosa significa per lui il cibo, qual è il suo rapporto con il cibo. Questo è un prerequisito importante. Poi bisogna pensare che il disturbo alimentare non c’è solo davanti a un eccesso di peso o di dimagrimento, ma i disturbi alimentari possono esserci anche in ragazzi normopeso. Attenzione ai campanelli d’allarme. Il cibo diventa l’unico modo per gestire le emozioni negative, non è più un piacere, una convivialità e anche i momenti a tavola diventano difficili. Il ragazzo/a non si vuole fare vedere mentre mangia, dopo il pasto si chiude in bagno, fa sport in eccesso (la linea tra quello che è molto sano e molto malato è sottilissima), evita le situazioni conviviali in cui si mangia (compleanni, pizzate di classe). Attenzione anche se mangia quantità grandissime di cibo in modo velocissimo. Campanello d’allarme è anche quando il cibo diventa un pensiero fisso, un’ossessione, non parla d’altro.

RADIOMAMMA: Come funziona il servizio telefonico gratuito Teen Nutritional Help?
NUTRIMENTE: E’ uno sportello telefonico gratuito attivo dalle 8 alle 20. Si può telefonare al 333-5600344 o scrivere una mail a teenutrihelp@gmail.com. Si racconta brevemente la situazione (Sono la mamma di un ragazzo di 12 anni ho bisogno di un consiglio perché mio figlio mangia troppo, troppo poco, parla sempre di cibo…) e noi mobilitiamo la professionista più indicata (psicoterapeuta, nutrizionista…) e fissiamo un appuntamento telefonico. Lì diamo, dove possibile e con i limiti del contatto telefonico, una risposta, un supporto e suggeriamo il servizio pubblico più vicino cui rivolgersi. Ci chiedono tantissimo di essere messi in contatto con altri genitori. E infatti il lavoro che facciamo con i gruppi di mamme e papà aiuta tantissimo

di Cristina Colli

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