Svezia: la discriminazione si batte da all'asilo

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La scuola Egalia cancella il "lui" e il "lei". E i classici Disney

Scuola Egalia di Stoccolma, niente "lui" o "lei"Niente "lui" e "lei". Niente Biancaneve, Cenerentola e altre fiabe popolate da principesse. Niente maschi e niente femmine. Siamo in Svezia, e per la precisione nella scuola pubblica Egalia di Stoccolma, dove 33 bambini da 1 a 5 anni vengono cresciuti senza imporre stereotipi o gusti da maschio e da femmina. Senza aspettative, ha dichiarato al prestigioso Huffington Post la direttrice Lotta Raj, "che crescano giocando con le macchinine o con i pentolini della cucina". 

Oltre a non usare il "lui" e il "lei", lo staff di questo asilo nido chiama tutti i bambini, maschi e femmine, "amici". Propone a tutti gli stessi giochi, dalle costruzioni alle bambole. E ha inventato un pronome neutro, "hen", per indicare le persone che frequentano la struttura senza specificarne l'identità sessuale.

Obiettivo: combattere la discriminazione sessuale e promuovere la comprensione della diversità, spiegano a Egalia, "uguaglianza" in italiano. Anche con i libri. Bandite le storie dal sapore disneyano, come Biancaneve e Cenerentola, che secondo la direttrice promuovono stereotipi,  qui le fiabe parlano di adozione, come quella di una coppia di giraffe stufe di non avere figli che trovano un piccolo coccodrillo da accudire, di integrazione, di accoglienza.

La notizia di questa scuola e del suo esperimento anti discriminazione ha suscitato molte polemiche, in Svezia come nel resto del mondo: davvero bandire un "classico" come Biancaneve ha senso o sarebbe meglio raccontarlo ai bimbi spiegando che, nel mondo di oggi, la divisione tra principi e principesse, e soprattutto i ruoli che occupano nella società maschi e femmine, non sono più quelli delle favole?

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