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SOS pediatri: nel 2020 ne mancheranno 3mila

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L'allarme lanciato dalla Società italiana di pediatria

pediatraParla di "emergenza pediatrica" la Società italiana di pediatria, ma non riferendosi alla salute dei bambini: a essere a rischio è la rete pediatrica italiana, l'esistenza stessa dei pediatri, messa fortemente in pericolo dai tagli alla formazione e al blocco del turn over.
Secondo uno studio realizzato dalla SIP, il 2020 sarà l'ultimo anno in cui si riuscirà a garantire in Italia l'assistenza sanitaria. E da quel momento le cose andranno sempre peggio se, stando alle proiezioni illustrate nel corso dell'Assemblea straordinaria svoltasi a Roma, nel 2025 il deficit di pediatri rispetto al reale fabbisogno nazionale sarà di oltre 3.000 professionisti.
"E questo avviene proprio mentre il mondo evoluto si ispira alla copertura assistenziale realizzata dall'Italia attraverso la rete pediatrica sul territorio con il Servizio Sanitario Nazionale", afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto G. Ugazio.
"Il piano sanitario di Barack Obama - prosegue il professor Ugazio - si è ampiamente ispirato a quello italiano che viene considerato uno dei migliori sistemi sanitari al mondo per qualità e universalità dell'assistenza; noi, se non si inverte la tendenza, rischiamo di restarne orfani e, soprattutto, i nostri bambini rischiano di rimanere senza cure adeguate".
Dallo studio SIP emerge che, mantenendo l'attuale numero di giovani medici specializzati ogni anno in pediatria, i 15.027 professionisti attivi oggi, diventeranno 11.768 nel 2020 e addirittura 8.226 nel 2015. "La Società Italiana di Pediatria che dopo l'estate convocherà a Roma il G8 della pediatria mondiale per fare il punto sulle politiche sanitarie per l'infanzia tra i Paesi leader mondiali, presenterà nei prossimi giorni ai Ministri della Salute e  dell'Istruzione le proiezioni dell'emergenza pediatrica e un piano di possibili soluzioni", prosegue Ugazio. "Siamo noi per primi a dire che così com'è strutturata la rete pediatrica sul territorio nazionale è, in alcune aree, appesantita e poco efficiente rispetto all'attuale domanda di salute".
"Una riduzione governata del numero di pediatri - conclude il Presidente della Società Italiana di Pediatria - è la sola strada condivisibile, a patto che si investa sulla qualità della formazione e sull'approccio multiprofessionale (che vede i pediatri affiancati da psicologi, infermieri e professionisti della riabilitazione), a tutto vantaggio della salute dei bambini e dei ragazzi di domani. La creazione della rete pediatrica diventa più che mai una priorità - specialmente in tempo di crisi - per condividere con le istituzioni un percorso di valorizzazione dell'assistenza all'infanzia".

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