Social Street a Milano: è boom tra le famiglie

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Sono 70 in tutta la città. Al via l'albo comunale. Bambini e genitori sono i protagonisti. Ecco tre storie

71 SOCIAL STREET A MILANO, IN ARRIVO L’ALBO CITTADINO C’è il cinema nei cortili, la pizzata al parco, lo scambio di giochi, il cerca-trova tata, il campus condiviso quando la scuola chiude…Le famiglie sono protagoniste delle 71 social street milanesi. Oltre 23 mila le persone coinvolte. “La più antica è nata nel 2010, in Paolo Sarpi. L'ultima lo scorso ottobre in corso Lodi. Tutte diverse tra loro, concentrate maggiormente nei municipi 3, 4 e 6”, racconta Cristina Pasqualini, professoressa di Sociologia dei fenomeni collettivi alla Cattolica e coordinatrice dell’Osservatorio sulle Social Street. C’è Social Street International che raccoglie le varie esperienze e ora il Comune di Milano ha deciso di creare l'Albo (per iscriversi c’è tempo fino al 5 maggio). “Quelle che coinvolgono famiglie e bambini sono le più attive: San Gottardo-Meda, Parco Solari e Lambrate. Sono animate da genitori e hanno anche una attenzione ai più piccoli nelle proprie iniziative”.

SOCIAL STREET IN CITTA’: COSA FANNO Milano è la città italiana con più social street (a Bologna, dove nacque la prima esperienza, ora sono 57). E ci sono anche nella città metropolitana: San Donato, San Giuliano, Sesto e Cinisello. L’obiettivo, si legge nel portale Social Street International, è socializzare con i vicini al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre quindi tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione. “Lo si fa usando le nuove tecnologie, Facebook soprattutto. La socialità prima è virtuale, poi si passa al reale. Possiamo stimare che 1 persona ogni 20 partecipa non solo online”, spiega la professoressa Pasqualini

LA SOCIAL STREET PARCO SOLARI E’ partita da un gruppo di mamme la social street Parco Solari che oggi conta 1224 membri (ultima rilevazione dell’Osservatorio a gennaio 2017). “Siamo nati nell’ottobre del 2013 da tra mamme della stessa scuola e ancora oggi 3 delle 4 amministratrici del gruppo sono mamme”, ci racconta Lucia, una delle fondatrici. L’anima “mammesca” si vede dal “file condiviso” del cerco e consiglio babysitter, dal passaparola di vicinato sui calendari scolastici, dal campus che stanno organizzando per Pasqua (“divideremo la spesa dello spazio e le mamme a rotazione lo gestiranno”). E poi ci sono i consigli e il giro di informazioni su pediatri e scuola di zona, lo scambio di oggetti (“c’è stato il boom all’inizio della stagione sciistica”). Tanti gli appuntamenti “fissi”, come il club del libro e i social cooking per imparare a fare un piatto insieme. Hanno anche creato la biblioteca del parco Solari, all’interno del cortile della piscina, con tanti libri anche per bambini.Socialità tra famiglie vuol dire anche che quando è bello e scendi al parco scrivi sulla pagina Facebook chiedendo se qualcuno con i bambini sta arrivando, così i piccoli giocano insieme….Io non riesco più a uscire di casa senza incontrare qualcuno che conosco!”. Ha una grande risposta l’attività solidale. Lo scorso maggio per esempio è stato organizzato un mercatino al parco per raccogliere fondi per la Siria, ora si sta lavorando per mandare a bambini brasiliani

LA SOCIAL STREET SAN GOTTARDO-MEDA –MONTEGANI E’ nata sulla tratta del tram 3, per fare interagire centro e periferia, la Social Street San Gottardo Meda Montegani (5379 partecipanti). “E’ una zona con molte differenze, culturali, sociali, architettoniche. E’ un mix e questo mix si riflette anche nell’età dei membri, andiamo dai bambini agli anziani”, racconta Fabio, anima e fondatore. Socialità reale, il primo obiettivo. E quindi tante feste di strada, una portineria della social street (un bar), tanti luoghi del quartiere e parchi aperti a incontri, aperitivi, merende… “Per i bambini tra le proposte concrete c’è la cura del proprio quartiere. Organizziamo giornate di pulizia e i bimbi e le famiglie si mettono all’opera”. Poi c’è il lato di servizio. “Facciamo incrociare i bisogni, l’altro giorno sul gruppo Facebook ho chiesto se c’era un oculista pronto a intervenire al più presto e nel giro di pochissimo è saltato fuori. Il tam tam funziona tantissimo e ci aiutiamo molto”. Come il progetto “adotta un vicino”, per fare rete, e il car sharing e il bike sharing. Infine c’è l’azione solidale in progetti che riguardano il quartiere e la città. Dopo l’esplosione in via Brioschi, per esempio,  l’estate scorsa il girotondo di aiuti, spontaneo e operativo dopo poche ore, è stato opera della social street. Le famiglie si sostengono molto: scambio di vestiti, di giochi e aiuto nel farsi compagnia. Si leggono tanti messaggi del tipo: “passeggiata nel parco oggi pomeriggio? Sabato mattina colazione insieme tra mamme nel posto XX?”. Ed essendo i bambini molto numerosi durante le feste di social street c’è sempre lo spazio bimbi…con laboratori e attività

LA SOCIAL STREET RESIDENTI LAMBRATE “Siamo nati nel 2014, inizialmente focalizzandoci sulla zona storica di Lambrate, che ha anche la conformazione di un vecchio paese”, inizia a raccontare Andrea, fondatore con Sonia della social street Residenti in Lambrate (2622 membri). “Siamo quasi tutte famiglie con bambini e così nel riappropriarsi degli spazi del quartiere e della socialità i nostri figli sono protagonisti e partecipi”. Pizza tutti insieme nel parchetto, mercatino mensile, il baratto (tanto di giochi e vestiti per bambini), gas, concerti in cortile. “Siamo tutti genitori e abbiamo sempre portato con noi i nostri figli, che così hanno imparato a vivere la strada, il quartiere. Ci sono cose che spesso i bambini non vedono in una vita tra casa e scuola. La social street è un’opportunità per fare frequentare loro il quartiere”. In tutti gli eventi organizzati cercano sempre di inserire attività per i bambini, grazie a chi del gruppo ha competenze artistiche…

COME NASCE UNA SOCIAL STREET La prima cosa da fare è creare un gruppo chiuso su Facebook. Il nome del gruppo, per essere trovato dal motore di ricerca di Facebook, deve essere formato così: Residenti in nome via (oppure piazza, quartiere…) – nome città – social street. Il fondatore o i fondatori sono un po’ i moderatori
Il secondo passo è pubblicizzare il gruppo di Facebook con una locandina da mettere in posti visibili del quartiere. Poi organizzando eventi e conoscendosi su Facebook si passa alla vita reale. Ogni social street si dà poi “regole”: numero incontri per organizzarsi, criteri per accettare iscrizioni al gruppo ecc….(nella foto un evento della Social Street via Maiocchi)

di Cristina Colli

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