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Senso di colpa, non mi avrai!

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Sempre più mamme lo provano, con l'inadeguatezza. 4 esperte consigliano: basta manuali, basta modelli ideali!

Mamme in ansia e senso di colpaDove sbaglio? Ho fatto bene oppure no? E se non fossi all'altezza? Sono tante le email di mamme, ma anche di papà, che ci raccontano la loro vita porgendoci questa domanda. Così tante che abbiamo deciso di chiedere un parere alle esperte di Studio Sestante: 4 psicologhe e psicoterapeute che si occupano del benessere della famiglia, Claudia Rigamonti, Teresa Parton, Francesca Masolo e Francesca Dall'Ara.

Perchè ci sentiamo così impreparati, perchè tanti "Avrò fatto bene?"
Studio Sestante: Ascoltando i discorsi delle mamme, sia in terapia che nella vita, ci sembra di poter affermare che una delle principali sensazioni frustranti con le quali le donne si trovano quotidianamente ad avere a che fare sia quella di non fare abbastanza per i propri figli, di non essere all’altezza, di non essere fino in fondo una brava madre e di privarli, quindi, di qualcosa di molto importante. Tra i dubbi e quesiti che le mamme si pongono, a nostro avviso, si nasconde un sentimento di colpa.

Senso di colpa per che cosa? 
SS: A volte questa sensazione si attiva per sciocchezze, come non aver comprato alla figlia lo spazzolino delle Winx che desiderava tanto optando  per uno modello più economico. Ma, ovviamente, sotto c'è qualcosa d'altro. Oggi le mamme, a differenza di una volta, hanno molti più modelli “ideali” coi quali confrontarsi, spesso propinati da svariati libri e programmi televisivi che insegnano come essere una brava madre. Con questo risultato: più conoscono la cosa che idealmente sarebbe giusto fare, più si interroga incessantemente sul proprio operato. Sono intererrogativi da un lato costruttivi perchè portano a confrontarsi con gli altri genitori, dall'altro pericolosi perchè se presenti in maniera massiccia possono anche trasformarsi in senso di insicurezza. Radicate nelle menti delle donne sono anche tutte le sensazioni, emozioni e pensieri coltivati nella crescita individuale, che hanno creato un’immagine materna ideale, alimentata dal desiderio di volerla realizzare nel migliore dei modi possibili. Le aspettative insomma sono davvero molte!

Cosa possiamo fare per non starci male?
Bisogna imparare a tollerare la frustrazione di non essere madri perfette e cercare di pretendere di meno da noi stesse. Un buon genitore è colui che fa quel che può in quel momento della sua vita, mettendo in campo il più possibile risorse personali interne e rapporti interpersonali esterni, per cercare di capire davvero il proprio figlio, non agendo secondo regole prestabilite, perché ogni bambino è diverso e, pertanto, portatore di mutevoli bisogni specifici. I molteplici e utili manuali a volte ingigantiscono la propria sensazione di inadeguatezza, alla quale le mamme possono reagire bruscamente non tanto per i comportamenti dei figli, ma magari perché arrabbiate con se stesse per non essere all'altezza del compito. 

Bando ai manuali, dunque. Ma a chi mi appoggio?
Le  relazioni personali che le donne intrattengono nella loro vita, come quella con il partner, con gli amici o con i propri genitori, sono molto importanti: possono essere riscoperte come una preziosa risorsa sulla quale fare affidamento.
 

 

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