Scuola: class action contro il ministero

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Ad avviarla i genitori di un istituto del torinese

Le scuole pubbliche, si sa, diventano ogni anno più povere. Quando un istituto pubblico del torinese ha iniziato a "tassare" i genitori anche per acquistare gessi, materiali didattici, carta e sapone le famiglie hanno detto basta. E hanno intentato una "class action", una causa di gruppo, contro il ministero dell'Istruzione.
Da quattro anni, infatti, il dicastero della Gelmini non finanzia la scuola per le spese di funzionamento ordinario: così 210 genitori di un istituto delle scuole elementari e medie di Bruino, vicino Torino, hanno promosso una causa per salvaguardare la gratuita' della scuola pubblica prevista dalla Costituzione italiana.
L'iniziativa - sostenuta dalla Flc-Cgil torinese, che ha fornito il supporto organizzativo e legale - fa seguito alla necessita' dell'istituto piemontese, come della gran parte degli oltre 10mila sparsi per l'Italia, di ricorrere ai contributi delle famiglie degli studenti (nel caso specifico 50 euro per l'anno scolastico in corso) al fine di acquistare materiale didattico, ma anche gessetti per scrivere alla lavagna, cartucce, toner, carta e sapone.
L'istituto comprensivo di Bruino ha maturato un credito di 133mila euro: complessivamente la somma dei fondi che il Miur non ha corrisposto alle scuole a partire dal 2006 e' invece ormai superiore ad un miliardo di un euro.

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