Schiamazzi in sala! Inizia il concerto

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"Conquistare bimbi scatenati con le note è la vera sfida". Parola di Ruben Jais, direttore de La Verdi

C’è un posto in città dove “si suona sul serio”. E’ l’Auditorium. Punta di piedi e silenzio in sala? Sì, ma non sempre. Ci sono giorni speciali, durante i quali le porte si aprono a gruppi urlanti di bimbi. Dai quattro anni in su, entrano nel tempio della musica, per diventare spettatori di concerti veri e propri de La Verdi, l’orchestra sinfonica di Milano.  “Crescendo in musica, gli spettacoli per i bambini, sono una delle attività in cui maggiormente troviamo la nostra identificazione”, parla chiaro Ruben Jais, direttore artistico de La Verdi.
Sembra strano: un direttore e un’orchestra vera e propria che fanno le prove e poi un pomeriggio ogni tre settimane salgono sul palco per bimbi e genitori e nonni che li accompagnano. Eppure a sentire parlare Ruben Jais sembra la cosa più normale del mondo. “L’Auditorium è un luogo per tutti, è la casa della musica tout court, quindi i bambini, come gli adulti, sono i nostri compagni di viaggio.”

Partiamo dagli spettacoli, cosa si ascolta e vede?
C’è l’orchestra sinfonica sul palco, come nei concerti tradizionali, ma quelli di Crescendo in musica sono studiati solo per loro. Ad accompagnare i brani dei grandi compositori può esserci una voce recitante (come in Pierino e il Lupo), una coreografia di danza (lo Schiaccianoci) o uno spettacolo vero e proprio.  Insomma un’ora durante la quale si cerca di legare le capacità sensoriali dei ragazzi ai linguaggi musicali. Tutto è studiato per avvicinare in modo sereno e coinvolgente i più giovani alla musica sinfonica. 

E loro cosa fanno? Silenzio in sala?
Si muovono, corrono, schiamazzano. Hanno delle reazioni. Li lasciamo ovviamente liberi di interagire con il mondo della musica, così che lo facciano diventare il loro mondo. E alla fine del concerto si accalcano sotto il palco perché vogliono toccare, vedere...

Difficile mantenere la concentrazione in esecuzione?
Con i bimbi c’è interazione più diretta. Hanno meno filtri intellettuali e quindi risposte dirette. Il pubblico abituato alle sale da concerto ha un atteggiamento attento, conosce quello che sente, sa quando applaudire. Il suo sostegno di massima attenzione è molto apprezzato in alcuni momenti, ma in altri è distaccato. I giovani sono diretti: se il concerto piace sono entusiasti, se non riesci a coglier la loro attenzione, allora si distraggono e ti lasciano. E’ stimolante. E’ una sfida costante.

Andate nelle scuole, suonate in questi concerti, avete dato vita a un coro e un’orchestra di bimbi dai cinque anni. Insomma ci credete proprio?
La musica ha una funzione sociale. Avvicinare i bambini fa parte di questa funzione. E poi l’approccio alla musica più colta è carente nelle scuole e quindi è importante in città un progetto educational per avvicinarli. La musica è una lingua e bisogna conoscere la grammatica, per capire la bellezza e la portata emotiva di un’opera. Per questo devi iniziare da giovane ad avvicinarti alla grammatica della musica, altrimenti difficilmente riuscirai a capirla da grande.

L’orchestra La Verdi dunque ha l’obiettivo di educare? Di colmare un vuoto?
Il nostro scopo è comunicare la bellezza della musica. Fare capire che ci si può avvicinare con serenità e soddisfazione anche alla musica più colta e che questo, l’Auditorium, è un luogo per tutti, davvero per tutti.

Prossimo appuntamento con Crescendo in musica: Impariamo a colpire le percussioni. Sabato 26 gennaio, ore15.30.
Info: 02.833.89.401, www.laverdi.org
Auditorium:  Largo Gustav Mahler

di Cristina Colli

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