Ricreazione equa e solidale? Si può!

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Altromercato porta i distributori a scuola. Ecco come richiederli

Consumatori solidali durante la ricreazione? Succede già, all’Istituto Cavalieri (scuola primaria e secondaria di primo grado), alla Scuola Rinnovata Pizzigoni, al Liceo Bottoni.
Qui studenti e insegnanti durante la pausa dalle lezioni possono prendersi bevanda e snack in un distributore di prodotti del commercio equo e solidale. “Dopo anni di progetti educativi all'interno delle scuole l'inserimento di un erogatore di prodotti è l'unica reale azione concreta che traduca le parole in fatti e promuova attivamente quell'economia trasparente e solidale tanto decantata e auspicata”, spiega Luca Maccione, responsabile ricerca, formazione ed educazione della Cooperativa Chicomendes Altromercato.
Ma come funziona, come possiamo portare queste macchinette nelle scuole dei nostri figli?
Ci spiegano tutto Luca Maccione e Alessio Cipressi (responsabile commerciale della Cooperativa Chicomendes Altromercato).

Innanzitutto: tutte le scuole possono metterle nel corridoio?
I distributori possono essere inseriti in ogni scuola, dalle elementari all'università. Un distributore di bevande calde necessita di almeno 300 consumazioni al mese. Quindi se nella scuola ci sono una dozzina di persone adulte (che bevono caffè e te), si riescono a fare le 300 consumazioni mensili che permettono di avere i distributori e il servizio in comodato gratuito. Nessun gestore istalla solo i distributori di snack e bevande fredde, poiché è proprio dal distributore di bevande calde che si guadagna.

Cosa c'è dentro queste macchinette?
Nei distributori di bevande calde i prodotti del commercio equo sono il caffè in grani, la cioccolata e il te al limone. Negli apparecchi erogatori di bevande fredde e snack ci sono tavolette di cioccolato, biscotti, barrette a sesamo, noci e quinoa, più le tradizionali bibite

Quanto costa installare e avere i distributori nella scuola?
Generalmente sono due anni di contratto di comodato gratuito. Alla scuola non costa nulla. L'istituto ospita il distributore e al resto, alla manutenzione, pensa la società che gestisce la macchinetta e che copre tutti i costi e si prende i ricavi. L'unica cosa che la scuola paga è la luce, perchè i distributori sono collegati alla corrente.
I prezzi dei prodotti dipendono in generale dal livello di consumi attesi, dal tipo e dal numero di apparecchi installati. A livello di bevande calde il prezzo va da un minimo di 0,35 euro ad un massimo di 0,40 euro a consumazione. Gli snack hanno un prezzo compreso tra 0,70 e 0,90 euro.

Chi può fare la richiesta?
Meglio se la richiesta arriva dal consiglio di istituto. Ma i genitori possono farsi promotori. Possono contattare Chicomendes e dare i riferimenti delle persone cui rivolgersi (direzione amministrativa, insegnanti delegati, vicari, o preside). Così noi arriviamo direttamente, dopo un veloce sopraluogo alla scuola, a inviare un'offerta concreta.

Ci sono altri modi con i quali il commercio equo e solidale entra nelle scuole?
Da quest'anno il Comune, in accordo con Milano ristorazione, ha introdotto i budini equo solidali al cioccolato nelle mense scolastiche. Si spera si possa arrivare alle banane per il 2013-2014.

www.chicomendes.it


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