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Piazza Ovidio "a modo mio"

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In zona 4, famiglie, studenti, anziani e stranieri reinventano lo spazio pubblico

Da metà dicembre uno strano personaggio si aggira nella zona di Piazza Ovidio. Tutti hanno visto cartelli, bacheche, annunci del tipo: “Ovidio va a scuola”, “Ovidio ascolta e parla”, “Ovidio fa il pane”. Ma chi è Ovidio?

Ovidio è un intervento di Arte pubblica, un progetto che vuole mettere in moto le varie anime del quartiere, per ridare il quartiere ai suoi cittadini. Il progetto è gestito e voluto dal consiglio di zona 4 con l’Associazione culturale HC, l’Associazione Temporiuso.net, Diap Politecnico di Milano.

L’obiettivo è chiaro: mamme, bambini, anziani, immigrati, commercianti diranno come vorrebbero che diventasse questa zona, poi lavoreranno nei prossimi mesi, divisi in gruppi, per riqualificarla e restituirla ai cittadini. Abbiamo cercato di conoscere meglio Ovidio con Elena Mocchetti, responsabile del progetto: “Piazza Ovidio è un’area che ha ora praticamente solo una funzione di spartitraffico. E’ un deterrente per la sua fruizione. Invece è una zona con grandi potenzialità: ci sono alberi grandi, che significano ombra, c’è un’area giochi da poco riqualificata....”
E così è nata l’idea di ripensare a questa zona con un’azione partecipata da chi la vive.

Il primo intervento è stato la mappatura del territorio, per conoscere gli abitanti, l’architettura, i servizi. Poi è partito, sta proseguendo, il lavoro di progettazione partecipata. “Siamo andati dagli abitanti a chiedere cosa, secondo loro, bisogna fare. Abbiamo consultato stranieri, rifugiati politici, mamme e bambini, commercianti, anziani....” continua Elena.

Con i bambini il progetto è partito dalla scuola San Francesco d’Assisi. Sono state distribuite schede ai bambini dai sei anni in su. Si chiedeva: “Cosa mi piace, cosa non mi piace, come lo vorrei?” “Dalle prime visioni sembra che la presenza di diverse etnie sia vissuta come la problematicità della zona. Quindi bisognerà intervenire sulla conoscenza tra immigrati e ragazzi...”, spiega la responsabile.

E va in questa direzione uno dei progetti previsti per l’anno prossimo. I bambini realizzeranno un cd fatto da tutte le musiche tradizionali di tutte le comunità abitanti.  “L’idea è tessere relazioni umane nel quartiere e poi trasformarle in nuova architettura della zona. E serve abituare la gente a partecipare, a fare, partendo dalle cose più semplici”, racconta Elena. Quindi laboratori di panificazione per anziani, merende e giochi in piazza per i bambini...I cittadini si attivano, come da foto presa da pinterest di Alisha Balistreri Klapps

E in Piazza Ovidio si aprirà un vero e proprio cantiere. “Da febbraio si partirà con l’autocostruzione di due grandi scacchiere in piazza, fatte dai cittadini che saranno impegnati in questo gruppo di lavoro, guidati da noi. Sarà un cantiere aperto, per fare vedere a tutti che Ovidio è al lavoro”. Spiega la responsabile. Perché la scacchiera? Perché è il gioco più trasversale e più ricorrente uscito dalle interviste fatte a commercianti e stranieri del quartiere. “Le scacchiere poi saranno colorate dai bambini e saranno installate entro aprile, tempo permettendo”.
Si lavorerà anche con la segnaletica a terra, creando un tracciato che inviti le persone ad avvicinarsi, a entrare in Piazza Ovidio, ad attivarsi per il proprio quartiere.

Ovidio è partito...lo seguiremo strada facendo....
Per seguirlo:http://terrevaghe.blogspot.it/

 

Di Cristina Colli

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