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Parto in casa: istruzioni per l'uso

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La testimonianza di una mamma giornalista oggi al Pime

parto in casaPartorire nel proprio letto, con la libertà, la privacy, la dimensione affettiva che nessun ospedale potrà mai dare: è l'esperienza di Elisabetta Malvagna, giornalista, mamma di due bambini nati tra le mura domestiche, blogger di partoriresenzapaura.it e partoincasa.it, che sul tema ha scritto un libro, "Il parto in casa-Istruzioni per l'uso" (Edizioni Red! 14.00 euro), che sarà presentato oggi al Pime di Milano (via Mosè Bianchi 94, ore 18).
www.radiomamma.it l'ha intervistata per ascoltare la sua esperienza.

Perché hai deciso di partorire a casa? Non hai avuto paura?
Sinceramente avevo molta più paura dell'ospedale, di essere incasellata in una procedura standardizzata, in cui non potevo più controllare niente della nascita di mio figlio. Da quando ho saputo di essere incinta mi sono sentita forte, ho capito che potevo controllare questo evento ed esserne protagonista. E poi, francamente, ho frequentato un corso pre-parto in un grande ospedale romano che mi ha delusa moltissimo. Allora ho iniziato a prendere informazioni, a cercare un'altra possibilità: ho incontrato le ostetriche di un centro che garantiva questa assistenza domiciliare e ho deciso.
Cosa ha detto il ginecologo?
Mi disse che chi partoriva in casa era una pazza. Ma si trattava di 12 anni fa. Allora ho cercato di farmi seguire da un altro, che ha rispettato la mia scelta.
Una delle paure ricorrenti del parto in casa è la complicanza: se succede qualcosa come si fa?
Il parto in casa oggi segue una procedura di sicurezza, che prevede di farsi seguire da un'ostetrica a partire dal 7mo mese. La continuità dell'assistenza e l'osservanza degli esami di routine garantiscono un alto livello di sicurezza. Poi è necessaria una certa organizzazione: un ospedale vicino a casa deve comunque essere allertato che è in atto un parto in casa e un pediatra dovrà effettuare una visita domiciliare entro 24 ore dal parto. Nel 99% dei casi, poi, si arriva in ospedale non perché è successo qualcosa, ma perché non sta succedendo niente: il travaglio in alcuni casi si allunga a causa di paure, incertezze che emergono nella mamma e le spinte diventano poco "produttive".
E' vero che ci sono circa 1.500 donne oggi in Italia che scelgono di partorire in casa?
Sì, anche se i dati sono un po' generici perché si tratta di un fenomeno in controtendenza e nascosto rispetto all'imperativo categorico del parto medicalizzato e dei cesarei, di cui l'Italia detiene un vero record: una media del 40%, con punte del 60%. Eppure, il parto cesareo elettivo comporta molti più rischi per la madre e il bambino i un parto naturale. La mia testimonianza vuole diffondere il fatto che esiste anche un'altra opzione, purtroppo ancora molto osteggiata.
In che senso?
Il parto in casa non è economico: solo 4 regioni in Italia oggi rimborsano i costi, circa 2-3mila euro, che in ospedale sono coperti dal servizio sanitario. Inoltre, su questa scelta non c'è ancora consenso sociale ed esistono molti pregiudizi.
Ad esempio?
Che non si possa partorire in casa quando si è "attempate". Io ho avuto i miei figli a 37 e 41 anni.
E' necessario attrezzarsi per il lavaggio e le prime cure al neonato?
Io ho lavato i miei bambini, appena nati, in una vaschetta appoggiata sul letto, insieme a mio marito. Un momento di intimità e dolcezza che nessun ospedale potrà mai regalarti. L'ostetrica si occupa di tutto: valutazione dello stato del piccolo, punteggio di Apgar, allattamento. E poi, il vantaggio è che garantisce la sua presenza anche nei giorni successivi, per monitorare il calo fisiologico del piccolo, la montata lattea, la caduta del cordone.
Esiste un'associazione nazionale di ostetriche cui rivolgersi per il parto in casa?
Sì, si tratta di Nascereacasa, dove è possibile trovare informazioni e contatti per essere seguite e prepararsi all'evento. 

Il parto in casaAppuntamento con Elisabetta Malvagna e il suo "Il parto in casa-Istruzioni per l'uso"
oggi alle 18 al Pime di Milano (via Mosè Bianchi 94)
Parteciperanno:
Verena Schmid, direttrice della Scuola Elementale di Arte Ostetrica di Firenze,  autrice di "Apprendere la
maternità" (Urra Ed., 2010)
Marta Campiotti, presidente dell'Associazione Nazionale Ostetriche per il Parto a Domicilio

 

Confermo tutto! Ho dato alla

Confermo tutto! Ho dato alla luce mio figlio 5 anni fa, in una casa di maternità e l'esperienza è davvero così particolare che a distanza di anni la ricordo ancora con estrema tenerezza e dolcezza.
Però è solo l'inizio, nulla toglie e aggiunge alle future gioie/impegni.
Miriam

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