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Paghetta: come e quando darla?

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Aiuta i ragazzi a diventare autonomi. I consigli di due esperti ai genitori su regole, controlli (non troppi) e richieste infinite dei figli

Hai presente la 26enne di Pordenone che ha fatto causa al padre per la paghetta troppo bassa, vincendola? Leggendo la notizia ti sono venuti dubbi e paure, oltre a un sorriso? A quanti anni dare la paghetta, quanti euro, come gestirla, ma poi, serve davvero? Abbiamo discusso del tema con due esperti. “È indispensabile e deve essere data dal padre”, spiega Daniele Novara, pedagogista e direttore del Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti.  “È utile per insegnare il senso del limite”, dice Elisa Volpi, psicologa e psicoterapeuta, fondatrice dello Studio Volpi

DARE LA PAGHETTA AI BAMBINI E RAGAZZI SERVE? “È INDISPENSABILE, MA I GENITORI ITALIANI LA OSTACOLANO”
Daniele Novara: La paghetta è indispensabile, nel passaggio tra infanzia e adolescenza. Tra la quinta elementare e la prima media diventa il riconoscimento che l’infanzia è finita e che il ragazzino deve gestire con autonomia, intelligenza e organizzazione i soldi in funzione di piccole necessità. Come avere le chiavi di casa in tasca, gestire la paghetta è una forma di apprendimento ed è un segnale ai figli della possibilità di allontanarsi dal nido. Per questo deve essere il padre a gestirla. Bisogna uscire da nido materno e il padre rappresenta quella possibilità dei figli di affrontare la vita da altro punto di vista, non sotto il cappello accudente della madre. Ma in Italia solo 1 coppia genitoriale su 10 usa la paghetta con i figli. È uno dei tanti motivi per cui non si staccano dalla famiglia e c’è simbiosi tra genitori e figli italiani. Padri e madri preferiscono essere usati come bancomat, conservando il rapporto servizievole e da amici. E anche dove si dà la paghetta, quasi mai è il papà a farlo, ma la supermamme sempre, la figura totalizzante che con la fine dell’infanzia dovrebbe farsi da parte.

INSEGNARE LA GESTIONE DEI SOLDI AI FIGLI: A 11 ANNI DARE LA PAGHETTA PORTA VERSO l’AUTONOMIA
Daniele Novara: La paghetta è una delle prime tappe dell’autonomia di carattere sociale (non di autonomia infantile come il vestirsi da solo). Quando iniziare? Nella seconda parte della quinta elementare, quando c’è il passaggio evolutivo, si entra nel regno che porta all’età adulta. Intorno agli 11 anni c’è un passaggio enorme, è l’unico vero passaggio che facciamo nell’esistenza. I bambini diventano ragazzi

SETTIMANALE, MENSILE O ANNUALE:? CONCORDA UNA CIFRA DELLA PAGHETTA E INSEGNA IL SENSO DEL LIMITE
Elisa Volpi: La paghetta è un modo per dare autonomia ma anche di fare capire il limite. Bisognerebbe sedersi a tavolino e insieme concordare una cifra (che aumenterà con l’età e che deve dipendere dalla situazione economica della famiglia), mettendo in chiaro che quei soldi sono un vincolo. “Devi farti bastare quanto concordato”. Gli adolescenti tendono a chiedere in continuo, ma se si è decisa insieme la cifra la risposta è “Abbiamo stabilito insieme che avevi bisogno di questo…” E il ragazzo sente così di più la responsabilità di quello che spende. Meglio la paghetta settimanale, perché i ragazzi non sono in grado di gestire il lungo periodo. Il budget annuale da cui scalare ogni volta la spesa fatta non funziona per gli adolescenti, che hanno bisogno del “limite” anche temporale.
 
LA PAGHETTA COME SCUOLA DI AUTONOMIA: FISSA REGOLE CHIARE MA NON METTERE TROPPI PALETTI
Daniele Novara: Non sindacare su come spendono i soldi. Alcol e sigarette fino a 18 anni sono proibiti dalla legge, è come discutere coi figli di mettere cintura di sicurezza. Metti regole chiare all’inizio: no alle cose illegali e non a quello che stabilisci essere dannoso a tuo figlio (5 gelati al giorno…per esempio). Ma non puoi mettere troppi paletti, né proibire tutto. La paghetta è scuola di autonomia

DARE SOLDI AI FIGLI IN CAMBIO DI LAVORETTI: SI O NO?
Daniele Novara: No in cambio di un lavoro. Se un ragazzo collabora in casa questo fa parte del pacchetto di convivenza civile, non va pagato. La paghetta è una forma di apprendimento all’uso dei soldi e all’autonomia. Imparare a gestire i soldi è questione di sopravvivenza, è come l’apprendimento dell’inglese e delle nuove tecnologie

Elisa Volpi:
Quando si è concordata la paghetta settimanale, ma il ragazzo chiede qualcosa in più per un evento particolare, può essere utile creare un lavoretto eccezionale che gli permetta di avere l’extra. Tagli l’erba del giardino perché ti servono più soldi per quel concerto. Ma deve essere un lavoro extra, al margine della routine quotidiana della famiglia. Il collaborare in casa (apparecchiare, mettere in ordine la stanza ecc..) non è un lavoro da retribuire, è convivenza civile

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