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Ospedale Niguarda: debutta un servizio di aiuto per neo genitori

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Dai passeggini usati ai consigli sull’allattamento. Per stranieri e non solo.

L’ultimo a bussare è stato un papà egiziano. Lui e la moglie aspettano tre gemelli e anche un passeggino gemellare di seconda mano tornerebbe molto utile. Poco prima c’era stata la mamma milanese che non riusciva ad allattare il suo primo figlio e piangeva. E’nel pieno dell’attività lo sportello di ascolto ai neogenitori all’Ospedale Niguarda Ca’ Granda. (In contemporanea partito anche al Policlinico di Bari).

Il progetto di Save The Children si chiama “Fiocchi in Ospedale”. “E’ un modo per accompagnare le mamme dall’ospedale al territorio”, spiega Laura Anzideo, coordinatrice del progetto, realizzato grazie al sostegno di Gallerie Commerciali Italia. Per due anni questo sportello sarà a disposizione dei neo genitori, dando assistenza sociale e psicologica e supporto, nei casi di malessere genitoriale e di disagio socio-economico. “In Italia il baby blues riguarda fino all'80% delle neo mamme. E’ importante aiutare anche i papà a vedere i segnali in tempo”, continua Anzideo.

Come è organizzato lo sportello, si bussa e....?
Sono due stanze, una piccola sotto il padiglione di maternità (Pad 16), ed è aperta dalle 9 alle 13. L’altra stanza è al Pad 3 (vicino al Parcheggio davanti al servizio sociale) ed è a disposizione dalle 14 alle 16. Qui si fa attività di gruppo con le mamme, sia in gravidanza sia nel dopo parto. Incontri sul sonno dei neonati o per imparare il massaggio neonatale o per confrontarsi. Nella prima stanza invece c’è un’operatrice che accoglie chi bussa per chiedere consigli, aiuto o anche semplicemente un posto dove allattare. Entrambe le stanze sono aperte dal lunedì al venerdì e non serve chiedere appuntamento.

Chi bussa e chi riceve?
A occuparsi dello sportello è l’Associazione Mitades. Ci sono un’operatrice fissa e tre o quattro che si alternano. Save The Children chiede sempre la collaborazione delle realtà che già operano nel territorio dove si comincia un progetto. Noi poi supportiamo dove serve: mediatori, consulenze legali ecc...
Per ora sono 600 le mamme che hanno bussato e hanno avuto un colloquio, fatto due chiacchiere o semplicemente scambiato un sorriso. Di queste una cinquantina hanno già usufruito del servizio: incontri con esperti o tra mamme, vengono ad allattare se sono qui per una visita o entrano per chiedere informazioni. Ci siamo per la mamma triste, per la mamma che deve allattare, per la mamma inviata da medici e ostetriche del Niguarda, per mamme che sono particolarmente vulnerabili. Arrivano donne con l’ansia di non riuscire a crescere il bimbo, altre che hanno paura di non riuscire ad allattare e non hanno i soldi per comprare il latte artificiale, altre che sono in difficoltà perché sono sole a Milano....

Una “sorta di consultorio” possiamo dire?
Negli ultimi due, tre anni i consultori hanno visto ridurre le proprie risorse e quindi i propri servizi, noi crediamo che l’accompagnamento dall’ospedale al territorio sia fondamentale. Abbiamo incontrato mamme in estrema povertà, senza nessun aggancio sul territorio. Per loro è fondamentale il sostengo materiale (attivando anche una rete tra mamme per abiti e attrezzature dismessi), ma anche un accompagnamento, anche pratico, per la presa in carico dei servizi. Al Niguarda ogni anno partoriscono 1949, il 30% sono mamme straniere, spesso fragili e sole, senza una rete che le sostenga.

di Cristina Colli

Salve io vorrei sapere come

Salve io vorrei sapere come fare per avere un aiuto non lavoro da qnd sn rimasta incinta cioè da 18 mesi circa sono italiana vivo a Milano 23 anni ho2 figli ppiù che alto avrei bisogno d latte in polvere e pannolini

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