Oksana: 37 anni, 1 figlio, una sfida più che olimpica

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5 mamme olimpioniche e 5 lezioni su fatica, figli, sconfitta, età e fiducia

Mamme Olpimpiche, mamme alle Olimpiadi, RadiomammaSpecchiarsi nelle vite delle altre mamme e non trovare un modello che ci piace. E' uno degli errori più comuni, e dei freni, di chi cerca quotidianamente una personale ricetta di conciliazione.

Perchè invece  non cerchiamo "insegnamenti" da mixare, adattare e adottare?
Ne abbiamo selezionati cinque, simboleggiati da altrettante atlete mamme che gareggeranno alle Olimpiadi di Londra.

Oksana Chusovitina:  a 37 anni, questa ginnasta che oggi ha nazionalità tedesca e che in passato ha partecipato alle Olimpiadi come atleta delle ex Repubbliche sovietiche, gareggerà con rivali molto più giovani di lei. Secondo gli esperti, potrebbe meritarsi una medaglia al volteggio. Secondo noi ha già vinto, perchè dimostra che non è l'eta anagrafica a stabilire come e quando puoi rientrare nel mondo del "lavoro" dopo essere diventata mamma...neanche nello sport con le atlete più giovani dei Giochi.

Kerri Walsh: alle Olimpiadi gareggerà nel Beach Volley per gli Stati Uniti e la sua presenza è due volte importante. Perchè non ha rinunciato a mettere al mondo due bimbi negli anni chiave della sua "carriera sportiva", e perchè la sua compagna di squadra, Misty May-Treanor, ha realmente fatto squadra: rispettando i tempi della gravidanza e dello svezzamento, allenando l'intesa e la fiducia quando non si potevano allenare i muscoli.

Josefa Idem: "Janek...è stato lanciare un ancora nel futuro". La campionessa mondiale e olimpica di canoa racconta così, sul suo sito Internet, la nascita del primo figlio a cui ne è seguito un secondo, Jonas. Va a Londra per vincere e noi le assegniamo una medaglia ancora prima dei Giochi perchè ci ricorda che i figli non sono solo vincoli e sacrifici.

Paula Radcliffe: ha 38 anni e 2 figli questa atleta inglese che ha vinto 3 volte la maratona di Londra e che proprio nella capitale inglese, era il 2005, si è accasciata su un marciapiede, sfinita, ritirandosi dalla gara che la vedeva favorita. La fatica, e la sconifitta, in mondovisione. Da cui però si esce, si rinasce. In bocca al lupo, Paula.

Valentina Vezzali: sarà la portabandiera italiana, ha vinto tutto, compresa la reticenza dei suoi allenatori all'idea di una maternità proprio al culmine della carriera: "L'amore per un esserino tanto desiderato può farti fare grandi cose".


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