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Nati per leggere festeggia 10 anni

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Il progetto di diffusione della cultura è un successo in tutta Italia

 Nati per leggere compie 10 anni


Leggere per crescere. Per divertirsi. Per scoprire il mondo. Per non avere paura della scuola. Sono davvero tanti i motivi per mettere tra le mani di un bambino un libro. Il progetto Nati per Leggere, che compie 10 anni, ha diffuso la cultura della lettura in tutta Italia distribuendo, solo nel 2008, oltre 130mila libri.

Elaborato tra il 1999 e il 2000 sulla scia di due progetti americani, “Born to Read” e “Reach out and read”, “Nati per leggere” aveva già una marcia in più: “Coinvolgeva il pediatra, una figura a cui tutte le famiglie in Italia hanno accesso in modo gratuito, come attore strategico dell’avvicinamento alla lettura dei bambini”, spiega Michele Gangemi, presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, che assieme all’Associazione Italiana Biblioteche e al Centro per la Salute del Bambino è tra i soggetti promotori dell’iniziativa.



Come funziona? 


Promuove a tutti i livelli la cultura della lettura a voce alta, fin dai primissimi mesi di vita del bambino. E crea una rete tra famiglia, ambulatori, biblioteche, scuole, volontari: i medici che aderiscono all’iniziativa regalano un libro al piccolo paziente durante la prima visita (quella tra i 3 e i 6 mesi).
“Perché dovevamo essere proprio noi pediatri a veicolare questo progetto?”, riflette Gangemi che nel suo studio, a Verona, mette a disposizione delle famiglie un carrello con i libri della biblioteca comunale da prendere in prestito. “La risposta è semplice: in una visione più globale del concetto di salute, lo sviluppo dell’abitudine alla lettura ha ricadute enormemente positive sul bambino sia dal punto di vista cognitivo che relazionale”. Alcuni studi a campione realizzati da “Nati per leggere” dimostrano come, a parità di età e di contesto sociale, i bambini iniziati alla lettura hanno rendimenti molto più elevati di fronte alla comprensione e poi alla successiva produzione di un testo. “E poi c’è l’aspetto affettivo che è connesso a quello cognitivo”, sottolinea Gangemi. “Un bambino che fin dai primi mesi di vita è stato abituato al momento di lettura, ascoltando la voce della sua mamma, sviluppa capacità di autostima e relazionali molto elevate”.



Un successo d'esportazione

Dopo dieci anni, il successo del modello è stato esportato anche in Catalogna, in Ex Jugoslavia, in Brasile. “Siamo felici di mettere le basi per l’apprendimento e lo sviluppo delle capacità dei bambini in tutti i mezzi, anche quelli digitali, cui avranno accesso”, conclude Gangemi.

Oggi “Nati per leggere”coinvolge 1.130 pediatri, 1.155 bibliotecari, 1.194 volontari (che leggono a voce alta nelle sale d’attesa degli ambulatori e degli ospedali), 3.169 educatori. E raggiunge quasi il 33% della popolazione pediatrica interessata. A Milano la lista degli aderenti, tra privati, scuole, pediatri, biblioteche è davvero infinita. La mappa con gli attori del progetto, i libri consigliati, le esperienze straniere sono sul sito Nati Per Leggere.

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