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Nascere in Lombardia, sempre più senza dolore

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Presentato il rapporto sui "punti nascita"

rapporto SLOG 2010Partorire in Lombardia: ancora molti, troppi cesarei, ma anche molte più opportunità di parto in analgesia, per le donne che vivono l'esperienza della maternità sempre più avanti con gli anni (34 anni  è l'età media del primo parto per le residenti). Lo rivela il Rapporto annuale 2008 della Società Lombarda di Ostetricia e Ginecologia, che il 17 aprile ha presentato i nuovi dati sui punti nascita lombardi.

"Negli ultimi 10 anni si sono modificate le condizioni del parto non solo per la numerosità dei casi, ma per la complessità della modalità del parto stesso", ha commentato il presidente SLOG, il professor Luigi Frigerio. "La maggior parte dei centri lombardi offre oggi l'opportunità della parto analgesia".

Durante l'incontro promosso dalla SLOG è stato affrontato anche il tema dei parti cesarei in Lombardia. Come è noto, il ministero della Salute italiano ha raccomandato di non superare la soglia del 20%, confermando comunque la tesi che il cesareo deve rappresentare l'eccezione. In Italia, nel 2008, la percentuale di tagli cesarei ha raggiunto il 38%, superando i valori registrati in altri Paesi europei che si attestano intorno al 20-25%. Percentuali più elevate di cesarei vengono registrate nelle case di cura private rispetto agli ospedali pubblici e nelle strutture che assistono un basso numero di parti all'anno.
Si registra un'ampia variabilità regionale. Le Regioni che hanno una maggiore frequenza di tagli cesarei sono Campania (61,80%), Sicilia (52,91%), Molise (52%), Puglia (50,60%) e Basilicata (48,19%). Al Nord la situazione migliora a partire da Friuli, Toscana e Lombardia, attestandosi tra il 24 e il 28%. Nel nostro paese, il numero di cesarei per cui non è segnalata alcuna indicazione clinica è pari a circa il 24,9% dei parti cesarei. "Quasi la meta' degli ospedali lombardi ricorre al parto cesareo in oltre il 30% dei casi, con picchi che superano il 40%", spiega Frigerio. "In Lombardia i cesarei rappresentano il 35% dei parti nelle strutture sanitarie che eseguono meno di 500 parti all'anno, mentre sono piu' del 28% in quelle che superano i 1.500 parti annuali".

I ricoveri ostetrici negli ospedali della Lombardia nel 2008 sono stati 151.005 distribuiti in 77 punti nascita.
"Una valida alternativa al cesareo su richiesta della donna viene dal parto indolore praticato con l'anestesia epidurale", prosegue il presidente SLOG. "In Lombardia, nel 2005, le donne che ricorrevano all'analgesia erano l'8,2% delle partorienti, nel 2006 sono salite al 10,4% per arrivare al 13,7% nel 2007. Questo grazie ad un programma di finanziamento intrapreso dalla Regione che ha erogato alle strutture ospedaliere, a partire proprio dal 2005, 5 milioni di Euro all'anno per incentivare l'utilizzo dell'epidurale e permettere quindi alle donne di partorire con minor dolore. L'incremento dei parti con cesareo è spesso legato a una medicina difensiva e alle difficoltà organizzative dell'area di emergenza/urgenza nei punti nascita. Attualmente si constata la carenza di specializzandi nell'ambito della disciplina ostetrica e questo potrà alimentare le criticità rilevate". 

Ci sono poi le mamme in attesa sempre più avanti con gli anni, ricorda Frigerio: l'età media delle primipare è 34 anni e aumenta il numero di gravidanze con fecondazione assistita che induce alcuni medici a proporre il cesareo per motivi di sicurezza. Anche la donna spesso opta per questa scelta che viene presentata come comoda e indolore. "La maggior parte dei centri lombardi offre oggi l'opportunità della parto analgesia. Tutto questo aumenta il grado di soddisfazione delle future mamme, ma allo stesso tempo ciò aumenta la complessità proponendo così il tema relativo all'impiego di nuove risorse umane e tecnologiche".

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