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Nascere, crescere e vivere al circo.

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Una mamma ci spiega com'è. Dalla scuola agli animali

Fiorenza Colombo, Circo Darix TogniQuesta casa non è un circo!!  Alzi la mano la mamma che, almeno una volta, non l'ha detto ai bimbi. Ma come si vive e  si cresce, veramente, in un circo? Come è la giornata di una famiglia che gira  il mondo con i figli? Dalla scuola ai viaggi, dalle roulotte alla cura di animali come  elefanti, tigri e coccodrilli,  l'abbiamo chiesto a una "mamma del circo", Fiorenza Colombo, lei stessa artista circense, moglie del famoso Darix Togni e mamma di Livio, Corrado e Davio, che tra pochi giorni pianteranno il loro tendone in città. 

Come vivono i bimbi del circo? 
Oggi nascere in un circo significa ancora crescere spostandosi da una città e da uno stato all’altro, ma rispetto al passato questo è vero solo finchè i bambini sono ancora piccoli. Almeno per le famiglie del Darix Togni: la tendenza è sempre più quella di far viaggiare i figli insieme al circo solo finchè sono ancora in età da asilo. Quando  raggiungono l’età scolare, le famiglie si organizzano per permettere ai figli di frequentare un corso di studi in modo continuativo e regolare, per evitare che cambiando sempre scuola e classe i bambini debbano affrontare un programma di studi che si ripete o che ha delle lacune. In alcune famiglie un genitore si ferma con i figli, ma esistono anche altre possibilità, come ad esempio il maestro a seguito del circo, che non è una cosa rara, oppure istituti speciali, come la scuola del Circo di Verona, dove la mattina si studia e il pomeriggio ci si allena nelle arti circensi.

Esiste una educazione "tipica" del circo?
Il circo è, di per sè,  una grande scuola di vita, proprio perchè le esperienze di viaggio e di convivenza con le diverse culture si traducono poi a livello pratico in conoscenze che i bambini acquisiscono con facilità. Ad esempio fin da molto piccoli tutti i bimbi del circo sanno parlare più di una lingua, perchè hanno amici di tutte le razze che sono come dei fratelli, e anche perchè spesso i genitori stessi parlano due lingue diverse. Ai figli del circo viene da subito insegnato a prendere confidenza con gli animali, nella cura come nel rispetto dei loro spazi e delle loro abitudini, e soprattutto anche i bambini, a imitazione dei loro genitori, fin da piccoli si esercitano. 

Quali sono i valori che trasmettete ai bimbi?
Sicuramente la tolleranza e l’importanza del rispetto delle esigenze di tutti sono forme mentali che vivendo al circo è impossibile non fare proprie, o non si riuscirebbe ad ambientarsi. I valori principali però sono due e possono anche sembrare in conflitto tra loro: il valore della famiglia, e il valore della libertà. La famiglia circonda il circense, non lo lascia mai, al di là dei legami di sangue veri e propri. Al circo si vive insieme, si lavora insieme, si mangia insieme, si esce e si viaggia insieme. Di conseguenza si è tutti parte di un nucleo allargato, che è anche estremamente unito e protettivo. Allo stesso tempo però ognuno è lasciato libero di scegliere: i bambini e gli adolescenti non sono per forza costretti ad intraprendere la via del circo, così come gli adulti possono scegliere di andarsene, di cambiare circo, o anche di cambiare lavoro del tutto. Un altro dei valori fondamentali del circo è la perseveranza, il fatto di non arrendersi mai davanti alle difficoltà. Il valore dell'andare avanti nonostante tutto: per il circo niente è impossibile e questo è un modo di pensare che genera molta forza e unione, e che tutti al circo condividono, forse perchè gli artisti stessi sono capaci di fare cose che sembrano impossibili, e che comunque sono state apprese solo dopo molti sforzi e con molto impegno.

Molti circhi hanno abolito gli animali. Anche  Milano vuole diventare una città in cui non ci sono circhi con animali.  Come sono trattati i vostri?
Gli animali del Darix Tognii sono tanti, si può dire che tutte le specie più esotiche hanno una volta o l’altra vissuto al nostro circo. Al momento abbiamo le tigri, gli elefanti, i coccodrilli e i serpenti, e poi i cavalli, i poni, i wallaby (cangurini), gli struzzi ...  c’è anche Pepito, un cucciolo di Jack Russel scatenato. Ogni animale ha il suo spazio in cui vivere: per le tigri ad esempio si tratta di gabbie speciali a 2 piani, costruite apposta, che all’occorrenza vengono caricate sui mezzi di trasporto e sono quindi sempre pronte anche per il viaggio. Gli animali come i coccodrilli e gli alligatori vivono anche loro in grosse gabbie trasportabili che all’interno sono divise in una zona asciutta e in una zona piena d’acqua, per consentirgli di nuotare o di restare immersi. Cavalli ed equini hanno i loro box . Poi ci sono gli spazi più ampi, utilizzati per l’addestramento, gabbie alte che si montano e si smontano. Gli animali sono sorvegliati e accuditi dal personale del circo, 24 ore su 24, di loro ci si prende cura costantemente, e sono tantissimi gli aspetti da tenere sempre monitorati: la salute e l’igiene prima di tutto, con controlli veterinari costanti e frequenti, specie in concomitanza degli spostamenti, e pulizie quotidiane e ripetute degli spazi in cui gli animali vivono. Le leggi nazionali, comunitarie  e internazionali che regolmentano la gestione, la cessione e la movimentazione delle specie esotiche sono numerosissime e molto dettagliate: chi le infrange paga un conto salato. 

Avete mai provato a proporre lo spettacolo senza animali? 

Sì, la gente non veniva a vederlo. Invece di 
 vietare le esibizioni con animali esotici, che in ogni caso non sono animali ‘strappati alla natura’, poichè nati in cattività da altri animali che hanno sempre vissuto in condizioni di cattività, sarebbe più sensato e giusto stabilire degli standard, e giudicare in base a questi le condizioni in cui vivono gli animali. Gli strumenti in realtà ci sono: ad esempio oggi come oggi i veterinari sono in grado di utilizzare tecniche che verificano anche il livello di stress degli animali. Insomma bisognerebbe regolamentare meglio, invece di vietare. 


 

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