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Nasce l'Italian Cord Blood Network

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La Banca lombarda supporterà l'intera rete

 Il 31 dicembre scorso è stata ufficialmente istituita l'Italian Cord Blood Network, la rete nazionale delle banche per la conservazione del sangue da cordone ombelicale. Si tratta, per l'Italia, di un network dedicato alla donazione solidale del sangue del cordone. Come è noto, infatti, nel nostro paese la donazione autologa (ossia donare il sangue cordonale per uso riservato solamente al proprio neonato) non è autorizzata: è possibile solo all'estero, a seguito di specifica autorizzazione all'esportazione rilasciata dal ministero della Salute.
Oltre alla donazione solidaristica, in Italia è comunque consentita la donazione "dedicata" a un consanguineo del neonato affetto da una patologia che possa essere curata con le staminali cordonali o quando in famiglia vi sia un rischio elevato di contrarre una malattia ereditaria curabile con le staminali cordonali.

La Banca Regionale Lombarda
Il decreto istitutivo dell'Italian Blood Cord Network ha attribuito alla Banca Regionale per la conservazione del sangue del cordone ombelicale, creata nel 2004 presso la Mangiagalli di Milano e l'Ospedale San Matteo di Pavia, funzioni di supporto tecnico-scientifico all'intera rete delle banche regionali italiane.
A Milano e Pavia vengono conservate, tipizzate, studiate e distribuite le cellule cordonali. Insieme le due sedi hanno un inventario di circa 11mila unità di sangue placentare congelate e hanno già distribuito circa 380 unità fra Italia ed estero a scopo di trapianto.

La donazione
Le mamme che vogliono fare la donazione del sangue cordonale devono dare un consenso informato. Tutti i costi di prelievo sono a carico della struttura. I dati relativi alle donazioni confluiscono in un Registro nazionale del sangue cordonale collegato ai Registri internazionali dei donatori di midollo osseo.
La nuova Rete delle Banche dovrà operare per promuovere le donazioni e la raccolta del sangue da cordone; collaborare con le associazioni di volontariato; garantire ai cittadini un'informazione sull'utilizzo scientificamente provato e clinicamente appropriato. 
 

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