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Musical formato bambini

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Successo a Milano, Il Nuovo ci spiega perché

Shrek, Rapunzel, Anastasia, Pinocchio La Bella e la Bestia, Natale da favola, Fiabe in musical. A guardare il cartellone “famiglie” del Teatro Nuovo sembra chiara l’ida: il musical è vincente. “In sala vediamo famiglie intere che si alzano e ballano durante gli spettacoli. Abbiamo provato una stagione solo con la prosa, poi abbiamo iniziato a mettere qualche musical e abbiamo subito visto che erano molto soddisfatti sia i bimbi sia gli accompagnatori. Allora in questa stagione è boom di musical”, spiega Alessandro Panni responsabile Wizard Service srl - per l'organizzatore della rassegna Minishow del sabato al teatro Nuovo, al via con Pinocchio questo sabato.

Tre grandi appuntamenti con musical veri e propri. Si è iniziato con Shrek, a gennaio sarà la volta di Rapunzel, a marzo di Anastasia. Poi i minishow del sabato, quegli spettacoli studiati e creati proprio per le famiglie. E anche qui in cartellone sono moltissimi i musical.

Come sono strutturati questi musical per famiglie?

Quelli serali sono musical veri e propri della durata di due ore e mezzo, riproposti poi in replica anche il weekend. Gli altri, quelli del sabato, sono musical “adattati” ai più piccoli. Sono spettacoli basati sulla partecipazione e l’interazione. Sono più semplici. Quindi il cast è formato da di 8-12 persone massimo. Ma come nei musical veri e propri i cantati sono dal vivo e ci sono coreografie, luci e suoni sontuosi. Sono più veloci, durano al massimo un’ora e venti, divisi in due parti. L’idea è di ricreare uno spettacolo per adulti in un format che piaccia alle famiglie intere. Così che i bimbi reggano e si divertano, ma gli accompagnatori non si annoino.

Perché tanta attenzione alle famiglie?

Perché il linguaggio del teatro non è immediato. Quindi se non si abituano i bambini ad andare a teatro fin a piccoli, da grandi non lo sceglieranno mai. Serve un’educazione teatrale, educazione a questi spettacoli, fin da piccoli. E’ un investimento sul futuro, per i genitori e per il teatro in generale...

 

Di Cristina Colli

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