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Munari conquista anche i nativi digitali

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Munlab compie 5 anni e racconta i suoi laboratori ai tempi dell’iPad

“I bambini di oggi arrivano con l’iPad in mano e appena finito fotografano il loro lavoro per mandarlo in diretta alla nonna. I Nativi digitali sono la nuova epoca”. Parla di bimbi molto creativi Pia Antonini, che cinque anni fa, era il 17 gennaio del 2008, insieme al marito ha aperto questo spazio privato in onore a Bruno Munari e in occasione del suo centenario. Qui si fanno laboratori ideati e condotti con il metodo Bruno Munari® rifondato dal figlio Alberto Munari e sua moglie Donata Fabbri. “E’ uno spazio aperto, di scambio, dove la domenica organizziamo laboratori con esperti nella metodologia Munari (master di 2-3 anni), e con artisti giovani”.

Ma cosa direbbe Munari davanti a questi bimbi digitali?
Munari è sempre stato attento e aperto alle nuove tecnologie. Fu uno dei primi a usare il proiettore delle diapositive e la xeros. Lo strumento tecnologico ti fa operare in altro modo, mentre con questi laboratori, per due ore, sei a contatto con i tuoi cinque sensi.

Cosa è un laboratorio Munari?
E’ un laboratorio che sviluppa il pensiero progettuale e creativo. Stimola a pensare e trovare soluzioni che prima non c’erano. Si prepara un tavolo con dentro cose speciali, un’alchimia di materiali, e da questo chi partecipa crea tantissime varianti, sullo stesso tema.

E i bambini come rispondono?
Prendiamo l’esempio del laboratorio sulle facce e il sorriso. Con vari materiali i bimbi sono chiamati a creare la faccia che vogliono. Subito cercano di riprodurre quella del robot o mostro cui sono abituati. Poi si sbloccano (non sempre e non tutti ovviamente) e riescono ad uscire da quell’immagine e a metterci del proprio. Così la faccia successiva è diversa e quella dopo ancora meno stereotipata.

Ma non rischiano di essere “passati”?
In questi laboratori non si viene per fare una maschera o un animale o una casa, ma per conoscere materiali e tecniche con cui si può fare tutto. E questo crea sorpresa ed entusiasmo nei bambini. In questo, nel lavorare più sul linguaggio che sul contenuto, Munari è ancora molto rivoluzionario.  Sono laboratori in cui si sperimenta con tutti i sensi, si fa quello che una volta si faceva in casa, quando il padre o il nonno ciabattino o artigiano facevano capire, con l’esempio, come nascono le cose. Questo veniva sperimentato da tutta la famiglia e creava intelligenza del fare. Basta guardare i bimbi immigrati. Sono molto più raffinati, competenti, proprio perché in ambito famigliare c’è ancora una cultura manuale molto forte.

I bambini non hanno più questa creatività?
Al contrario, sono molto creativi, ma hanno una manualità acerba. Questi piccoli stanno facendo cose che i loro fratelli maggiori non riuscivano a fare. Ma c’è sempre meno tempo e spazio per esercitare la manualità. Pensiamo alle scuole materne. Classi sempre più numerosi e maestre con poca copresenza portano a diminuire tutti quei momenti in cui si esercita la parte manuale, dove il bimbo ti vuole accanto come quando impara a fare i salti dall’altalena e ti vuole come spettatore. E la manualità acerba emerge dopo, con il tempo.

E Munlab domenica 20 festeggia i suoi 5 anni con una giornata speciale e gratuita: Happyfish
Dalle 10.30 alle 12.30 laboratorio evento per bambini dai 3 ai 7 anni
Dalle 15 alle 18 laboratorio-evento aperto a tutti
Dove: via Sardegna 55
Info e Prenotazioni: cell. 349 4090160 - info@munlab.it

di Cristina Colli

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