Milano: teenager fumatori

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Prima sigaretta già alle medie. L'AIRC risponde con un videogioco, per bimbi dai 9 anni

Si chiama l'Isola dei Fumosi, è un videogioco e, secondo l'AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) che l'ha inventato, va dato in mano ai bambini già a partire dai 9 anni.

Il perché lo spiegano i dati: secondo una recente indagine condotta da Doxa per la Lega Italiana contro i Tumori di Milano, il 21% dei milanesi fuma circa 10,6 sigarette al giorno, fumano il 25% degli uomini e il 18% delle donne, ma soprattutto fumano il 30% dei giovani tra i 15 e i 24 anni. Con la prima sigaretta accesa a 15 anni e mezzo, a volte anche alle medie raccontano le tante mail di genitori preoccupati che scrivono a Radiomamma. 

L’Isola dei fumosi è un videogioco (che trovi gratuitamente sul sito www.scuola.airc.it e come applicazione per smartphone e tablet, iOS, Android e Windows Phone) dove si comincia da una scelta: decidi come è fatto il tuo avatar. E poi parte la corsa nei quattro scenari multilivello: la palude di catrame che rappresenta i polmoni, le caverne dell’oblio, stomaco e apparato digerente, il villaggio abbandonato, cuore e apparato circolatorio, fino al monte teschio, il cervello. Un videogioco contro il tabagismo? Sì, spiega Patrizia Brovelli, responsabile del progetto scuole di AIRC. “E ‘un modo per informarli, in maniera ludica ma scientificamente seria, sui danni del tabagismo. È un gioco d’abilità, con quiz a risposta multipla, informazioni che scorrono all’interno del videogame e 20 “schede del ricercatore”. Queste si conquistano superando ogni livello del gioco e descrivono i danni del fumo (in particolare i tumori che esso provoca in diverse parti del corpo), informano sui progressi della ricerca oncologica, spiegano come combattere il cancro da subito, dicendo di no alla ‘moda’ della sigaretta che, tra l’altro, è causa di denti neri, alito cattivo, respirazione difficoltosa. Inoltre, le schede raccontano anche la missione di AIRC per rendere il cancro sempre più curabile, sostenendo la ricerca e informando sulla prevenzione”,

RM: Cosa puoi fare, dire, come genitore a un figlio che si mette a fumare?
BROVELLI: Non basta un semplice divieto, o una minaccia. Il primo passo, se il genitore stesso è un fumatore, è offrire un esempio positivo, cercando lui stesso di smettere di fumare. Poi è importante far capire al proprio figlio che fumare non è un vizio come un altro, ma compromette seriamente la propria salute: secondo l'Organizzazione mondiale della sanità il fumo di sigaretta è la più importante causa di morte evitabile nel mondo. Infine, se nell’immaginario di molti fumare è di moda, bisogna sottolineare invece gli aspetti negativi che emergeranno nel tempo. In sintesi, un modo per farsi del male, per non volere bene a se stessi.

RM: Alcuni genitori, ma anche educatori, dicono: con quello che gira (intendendo ogni tipo di droga) anche nelle scuole e nei parchi il fumo è il meno peggio....
BROVELLI: Le droghe, l’alcol e altre sostanze o abitudini sono sicuramente molto deleterie, ma questo non deve allentare l’attenzione nei confronti del tabagismo: i danni che esso provoca sono forse meno immediatamente visibili ed eclatanti rispetto ad altre sostanze, ma non per questo non sono mortali, come la storia passata ci insegna (per approfondire: http://www.airc.it/finanziamenti/informazione/fondamentale/ottobre-2014/quando-la-scienza-capi-che-la-sigaretta-fa-male/ ).

RM: A che età si può iniziare a parlare di cancro con i bambini?
BROVELLI: Nelle scuole ci rivolgiamo ai giovani fin dall’infanzia, per imparare la sana alimentazione con attività ludico-educative. A partire dalla primaria si introducono informazioni e attività sui corretti stili di vita, la ricerca e la prevenzione: grazie ai kit didattici si scopre cos’è la cellula, si spiega con parole semplici ma scientificamente rigorose cos’è il cancro, come lavora il ricercatore, quali sono le sane abitudini della prevenzione.

RM: come si può richiedere un vostro intervento nelle scuole
BROVELLI: C’è “AIRC nelle scuole”. Su www.scuola.airc.it sono raccolte tutte le proposte, attività e iniziative gratuite, dagli incontri con i ricercatori, ai materiali didattici, ai concorsi, alle opportunità per impegnarsi come volontari. Abbiamo una newsletter, a cui possono iscriversi tutti, dirigenti, insegnanti, studenti e famiglie. Inoltre, dal 2014 organizziamo workshop formativi e informativi rivolti agli insegnanti di ogni ordine e grado, in collaborazione con gli Uffici scolastici regionali.

RM: Qualche esempio di progetto fatto o in corso nelle scuole?
BROVELLI: Gli Incontri con la ricerca: le scuole si candidano per poter ospitare un ricercatore accompagnato da un volontario AIRC. Non si tratta di una lezione in senso stretto, piuttosto di un dialogo in cui il ricercatore condivide l'entusiasmo, la fatica e i risultati legati al suo lavoro e il volontario si sofferma sulle motivazioni che spingono a collaborare con l’associazione. Schede declinate per ogni ordine di grado di scuola presentano l’iniziativa.
Poi c’è Cancro io ti boccio: in occasione delle Arance della Salute a gennaio, le scuole possono diventare vere e proprie piazze in cui distribuire le reticelle di arance, per sostenere la ricerca oncologica. Tra tutte le scuole partecipanti vengono estratti 10 PC con stampante. Per questa iniziativa AIRC propone alle scuole anche dei percorsi didattici sulla sana alimentazione e gli stili di vita salutari, con contenuti che fanno parte dei kit didattici per tutti gli ordini e gradi di scuole

RM: Quali obiettivi hanno i progetti che fate nelle scuole e quale impatto, come lo misurate?
BROVELLI: L’obiettivo è avvicinare i giovani alla cultura della salute e del benessere, alla scienza e al mondo della ricerca sul cancro, attraverso attività educational interattive, con materiali didattici e iniziative loro dedicate. Le scuole sono il luogo privilegiato dove costruire la consapevolezza che per battere il cancro serve l’aiuto di tutti e, soprattutto, l’apporto fondamentale dei ragazzi e della loro grande energia. Le proposte didattiche nascono da focus group con insegnanti di tutta Italia. Ad oggi sono 1.524 le scuole registrate sul sito, partecipando a una delle iniziative del progetto, per un totale di 2817 utenti registrati.

Le schede didattiche di L’Isola dei fumosi sono disponibili sul sito http://scuola.airc.it/isoladeifumosi.asp, si possono usare in classe come materiali didattici o condividere a casa, per affrontare il tema del fumo in famiglia.

di Cristina Colli

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