Milano, ecco il primo baby pit stop

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Inaugurato alla Clinica Mangiagalli

allattamento al senoSarà l’attrice Amanda Sandrelli a tenere a battesimo proprio oggi il primo dei cinquanta “baby pit stop” cittadini dell’AsL di Milano e di Unicef Italia.  I “baby pit stop” sono delle aree di sosta all’interno di farmacie, ospedali, spazi comunali, aeroporti, negozi e centri commerciali dove le mamme possono allattare e cambiare il pannolino mentre sono in giro per la città.  

L’iniziativa viene presentata nell’Aula Magna della Clinica Mangiagalli, dopo che la Sandrelli avrà inaugurato il punto baby pit stop dell’ospedale.

Che cosa sono?

Grazie a un nuovo Protocollo di Intesa tra Asl di Milano e Unicef, mamme e bambini saranno i benvenuti in una cinquantina di bar, supermercati, farmacie e centri commerciali che aderiscono all’iniziativa predisponendo uno spazio riservato e attrezzato con una comoda sedia e un fasciatoio per il cambio del piccolo.

Il Protocollo prevede anche lo sviluppo di progetti concordati, la presenza comune in campagne istituzionali inerenti il sostegno alla genitorialità, la promozione e la tutela dei diritti e della salute materno-infantile, pubblicazioni congiunte e divulgazioni sul web. 

«Il modello che sta dietro a questo accordo è quello che l'Unicef usa nei Paesi in via di sviluppo» ha dichiarato il Direttore dell'Unicef Italia, Roberto Salvan. «Un modello che tende a fare rete e che serve ad esportare le buone pratiche, in questo caso l’allattamento materno, che a Milano in alcune zone raggiunge una percentuale del 50%.

Sul progetto baby pit stop si è soffermato anche il Direttore generale dell’Asl di Milano, Walter Locatelli: «Se la Lombardia, come spesso si sente dire, è la Ferrari del Paese Italia, sembra quasi naturale prendere atto che a Milano si attiveranno questi spazi per l’allattamento dentro le farmacie, negli ospedali e nei negozi».

Sempre sui baby pit stop c’è anche l’adesione del professor Fabio Mosca, direttore dell’Unità Operativa Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale della Clinica Mangiagalli e cattedratico milanese, che ha ribadito come “gli ospedali sono il luogo privilegiato ad ospitare questi spazi di allattamento”. 

Promozione dell'allattamento

Il Protocollo sancirà una ancor più stretta collaborazione anche in tema di promozione - da parte dell’azienda sanitaria locale milanese - del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno e delle successive risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità nel contesto più ampio della tutela dei diritti materno-infantili.

Inoltre, viene stabilito il supporto a iniziative e interventi concreti e strutturati di accompagnamento alle famiglie di nuova formazione, con particolare riguardo a esperienze di cui siano misurabili i risultati utili all’empowerment delle famiglie e della comunità. Le azioni volte ad aumentare i tassi dell’allattamento al seno nella popolazione che UNICEF e Asl con questo accordo promuovono, non apportano solo benefici di salute per il bambino, la madre e la società connessi all’aspetto nutrizionale, ma sono anche in grado di favorire la relazione madre-bambino e i processi di attaccamento.

La decisione di allattare al seno è però fortemente influenzata dalle norme sociali e dalle credenze e valori delle donne e di chi sta loro vicino. Una volta che la decisione di allattare è stata presa, la continuità e la qualità assistenziale, in particolare alla nascita e nell’immediato post-partum, è di vitale importanza per stabilire e mantenere l’allattamento al seno, la cui prevalenza rappresenta un indicatore strategico delle competenze culturali ed organizzative di un sistema sanitario interessato a proteggere la salute dell’infanzia.

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