Milano: arrivano i Baby Pit Stop

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Farmacie e negozi con spazio allattamento

Allattamento al senoSi chiamano Baby Pit Stop e si materializzeranno in una ventina di farmacie e in alcuni negozi, ma poi arriveranno anche spazi dedicati negli ospedali e nei centri commerciali: è una delle più interessanti iniziative previste a Milano dopo la firma (ieri pomeriggio) di un protocollo d'intesa tra Unicef e Asl di Milano, volta a promuovere al massimo grado la cultura dell'allattamento al seno.
Il protocollo d’intesa, sottoscritto dal Direttore Generale del Comitato Italiano per l’Unicef, Roberto Salvan e il Direttore Generale dell’Asl di Milano, Walter Locatelli, mira a rafforzare una collaborazione attiva già da qualche anno, che ora si tradurrà nello sviluppo di programmi e progetti concordati, nella presenza comune in campagne istituzionali inerenti il sostegno della genitorialità, nella promozione e la tutela dei diritti e della salute materno infantile, in pubblicazioni congiunte e divulgazioni sul web.

Cambiare la cultura di una città
Si stima che a Milano l’allattamento materno in alcune zone raggiunga già una percentuale del 50%. "Abbiamo bisogno di partner affidabili – ha dichiarato il direttore Unicef Salvan – che sostengano il diritto alla salute di madri e bambini. Noi vi consideriamo un po’ come dei volontari dell’Unicef, dei volontari che hanno un compito importante da svolgere: cambiare la cultura di una città, dove dovrà diventare prassi vedere una mamma che allatta”.
Sul progetto baby pit stop si è soffermato anche il Direttore Generale dell’Asl Locatelli: “Se la Lombardia, come spesso si sente dire, è la Ferrari del Paese Italia, sembra quasi naturale prendere atto che a Milano si attiveranno questi spazi per l’allattamento dentro le farmacie, negli ospedali e nei negozi”. Piena adesione anche da parte del professor Fabio Mosca, direttore dell’Unità Operativa Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale della Clinica Mangiagalli e cattedratico milanese, che ha ribadito come “gli ospedali sono il luogo privilegiato ad ospitare questi spazi di allattamento”.

Empowerment delle famiglie
Il protocollo d’intesa sancirà una ancor più stretta collaborazione anche in tema di promozione - da parte dell’azienda sanitaria locale milanese - del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno nel contesto più ampio della tutela dei diritti materno-infantili.
Inoltre, sono previsti sviluppo e supporto di interventi concreti e strutturati di accompagnamento alle famiglie di nuova formazione, con particolare riguardo a esperienze di cui siano misurabili i risultati utili all’empowerment delle famiglie e della comunità. Aumentare i tassi dell’allattamento al seno nella popolazione, infatti, non apporta solo benefici di salute per il bambino, ma rappresenta anche un mezzo per favorire la relazione madre-bambino e i processi di attaccamento.
Una volta che la decisione di allattare è stata presa, d'altra parte, la continuità e la qualità assistenziale, in particolare alla nascita e nell’immediato post-partum, è di vitale importanza per stabilire e mantenere l’allattamento al seno, la cui prevalenza rappresenta un indicatore strategico delle competenze culturali ed organizzative di un sistema sanitario interessato a proteggere la salute dell’infanzia.
Sistema sanitario che – come ha ricordato Leonardo Speri, della task-force Unicef sugli Ospedali Amici dei bambini – “può contare su vari progetti, come quello della Comunità Amica dei Bambini per l’allattamento materno, che si basa su 7 passi e che 18 Asl stanno sperimentando sul modello Milano”, di cui è responsabile la Dott.ssa Bettinelli. 

 


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