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Manet: un maestro x tuo figlio

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Valore della diversità, autostima, coraggio. Questi gli insegnamenti che, guidati da Ad Artem, bimbi e ragazzi trarranno dalla mostra in partenza a Palazzo Reale

“Sono diverso d’accordo, ma non per questo sono meno bravo degli altri!” Un’iniezione di autostima, di spinta a seguire le proprie inclinazioni e passioni, anche se gli altri remano contro. Sarà anche questo la mostra Manet e la Parigi Moderna a Palazzo Reale dall’8 marzo al 2 luglio. Parola di Valeria Allievi, operatrice didattica di Ad Artem che accompagnerà i bambini e i ragazzi dai 4 ai 14 anni a visitare le opere del maestro provenienti dal Museo d’Orsay di Pargi

Cosa può insegnare Manet ai bambini?
I bambini di oggi hanno sempre più bisogno di approvazione e anche Manet era così. Lo criticavano tantissimo, la gente sveniva davanti ai suoi quadri “brutti”, gli davano dell’imbianchino…E lui soffriva, perché il giudizio del mondo era importante. Voleva sempre esporre al Salon, dove andavano “quelli bravi” usciti dall’Accademia. “Sono diverso ma non per questo meno bravo”, diceva, anche con le sue opere. E durante le visite-laboratorio Manet racconterà tutto questo: quanto fu faticoso ottenere il riconoscimento della sua bravura, della sua diversità.

La diversità di Manet come può arrivare ai bambini?
Da una parte raccontando la sua vita e il suo lavoro, dall’altra facendo notare la sua modernità nelle opere esposte. Era un rivoluzionario, che ancora noi oggi percepiamo poco.  E i bambini lo vedranno dal vivo. Per esempio ritraeva personaggi poveri che per l’epoca non erano da rappresentare, come il suonatore di chitarra. Per esempio usava tanto il nero (in contrapposizione al bianco), colore che tutti gli altri ignoravano. Non era un impressionista e non voleva esserlo. Era unico. E questa unicità la si vede benissimo confrontando le sue opere con quelle dei suoi contemporanei. In mostra ci saranno anche Degas, Gauguin, Monet, Cèzanne… Confrontando le loro arti i bambini capiranno che pur essendo diverso fu originale come loro.

Manet è un pittore che può piacere ai bambini, alla generazione digitale?
I bambini sono sempre più attirati da “quelli strani” (Picasso, Escher…) e Manet a loro sembra “normale”. Ma se fai notare loro le piccole cose, li aiuti a capire che in realtà “normale” non era. La generazione touch non si concentra più, passa su tutto velocemente. Invece con Manet può imparare a inquadrare, a guardare la realtà in maniera diversa. Nella sua opera non c’era tutto l’albero non era intero, ma c’era solo una parte. Ci fa vedere l’impressione di quando guardava qualcosa, si concentrava su una cosa, un dettaglio. Ecco, i bambini digitali possono imparare a notare questo e a vedere che quando inquadri una cosa, la realtà è diversa da quello che ti appare a prima vista

Come saranno organizzate le visite per bambini e ragazzi di Ad Artem?
Ogni età avrà un percorso diverso, soffermandoci su temi e su opere diverse. Per i piccoli (4-5 anni) e i bambini delle elementari (6-10 anni) gli appuntamenti prevedono 45 minuti di visita alla mostra e 45 minuti di laboratorio. Per i più grandi (ragazzi delle medie e superiori) invece si tratta di visite all’esposizione, con la possibilità di fermarsi su un numero maggiori di opere. In tutti i casi si tratta di appuntamenti durante i quali si richiede la partecipazione attiva dei piccoli visitatori, facendo domande, interagendo con loro e spesso partendo dalle loro curiosità e dagli spunti diversi che ogni gruppo solleva

Per i bimbi di 4-5 anni: Manet in bianco e nero. Due pifferai, uno bianco e uno nero, sono le guide durante la visita-laboratorio. Le due sagome portano con i loro racconti i bambini a scoprire la Parigi dell’Ottocento e la storia di Manet. Ci si sofferma su una decina massimo di opere, sempre puntando a fare vedere come l’artista usava il bianco e il nero. Poi ci si sposta in laboratorio, dove i bimbi sperimentano i contrasti giocando e usando i due colori
Per i bambini di 6-10 anni: Con gli occhi di Manet. Nella visita laboratorio si lavora sul tema inquadratura. Ognuno ha una cornicetta attraverso cui vedere la realtà come faceva Manet nei suoi quadri. Una decina di opere, la sua storia e la Parigi del periodo non avranno più segreti. In laboratorio realizzano poi un collage con pochi colori, riproducendo le inquadrature fotografiche dell’artista e imparando a guardare la realtà da nuovi e diversi punti di vista.
Per i ragazzi di 11- 14 anni: Bonjour, Monsieur Manet Visita alla mostra (in questo caso ci si sofferma su un numero maggiori di opere) e focus sul rapporto di Manet con gli impressionisti (a scuola i ragazzi vedono Manet inserito negli impressionisti, ma così non è), con la nuova Parigi, i nuovi costumi e anche accenni alla letteratura…

di Cristina Colli

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