Mamme: in Lombardia il 3,5% ha meno di 21 anni

Teaser Description: 
La Bicocca con il San Paolo, e un romanzo finalista al Premio Andersen, rispondono ai tanti perché

In Lombardia nel 2013 le gravidanze di minorenni sono state 280, i bimbi nati da madri con meno di 21 anni il 3,5% (dati Istat). Dal 2007 ad oggi un incremento tra il 10-20%. E dal 2012 sono aumentate le gravidanze under 15 nella nostra regione. “La Lombardia è la quarta in Italia per numero di bimbi nati da mamme che hanno tra 14 e 17 anni” spiega la professoressa Cristina Riva Crugnola, docente all’Università Bicocca e responsabile scientifico del progetto di sostegno alle madri bambine dell’Ospedale milanese San Paolo. Da 3 anni qui vengono accompagnate alla crescita le mamme giovani (15-21 anni). “Arrivano soprattutto ragazze con fattori di rischio comuni ed evidenti: istruzione interrotta, situazione economica e sociale difficile e aspetti identitari molto labili. E in questi casi la gravidanza è voluta, vissuta come un’occasione per ritrovare la propria identità”.  Con incontri e colloqui vengono aiutate a entrare in buona relazione con il bambino e con se stesse e le persone che le circondano (famiglia d’origine e padri se ci sono). I dati dicono che il fenomeno è in aumento. E’ possibile parlare di prevenzione? “Nel caso di gravidanze cercate prevenire significa lavorare per diminuire i fattori di rischio a partire dalla dispersione scolastica. In generale però prevenire tra gli adolescenti significa fare informazione, educazione alla contraccezione, alla sessualità. E nella scuola c’è sempre meno”. 

Proprio per raccontare “cosa succede nella testa, nel cuore e nella vita” di quelle 14.827 ragazze under 21 diventate mamme nel 2012 in Italia, Annalisa Strada, professoressa di lettere alle medie, mamma e scrittrice, ha raccontato la storia di Perla nel suo ultimo romanzo “Una sottile linea rosa” (Giunti editore), finalista al premio Andersen. 
Perla è una ragazza di sedici anni come tante altre: promettente, intelligente, brava studentessa, ottima atleta, con un’amica per la pelle, Allegra. Perla ha una cotta storica per Cesare…E una sera a una festa, complice l’alcol, fanno l’amore. Dopo poco Perla scopre di aspettare un bambino...
Come è nato il romanzo?
Ho letto questi dati allarmanti, ho una figlia adolescente con amici adolescenti, insegno a ragazzini di 12-13 anni. Non sono partita da un fatto specifico, ma ne vedo e sento tanti e sempre la cosa che più mi stupisce è che una generazione così informata sulla sessualità, va poi incontro a un numero elevato di gravidanze indesiderate.
E come se lo spiega?
Loro hanno fretta in tutto, fretta indotta dalle generazioni più avanti. Nella pubertà si sentono come alla partenza di una gara di corsa. Anche nel sesso. In terza media il tema è molto presente, sono tranquilli sull’ argomento, non c’è la ritrosia imbarazzata di qualche anno fa. Chiedono in prima elementare come nascono tecnicamente i bambini, alle medie durante incontri organizzati con esperti fanno domande molto pertinenti e che denotano una conoscenza approfondita della questione. Maschi e femmine allo stesso modo, disinvoltamente.
E quindi come mai poi ci sono le Perle e i Cesari?
Hanno tante conoscenze e poche competenze. Non fanno esperienze, non vanno a scuola da soli, non ci sono feste non organizzate dagli adulti nei minimi particolari, dai 3 anni non hanno un pomeriggio libero. Quando affido una ricerca a gruppi mi sento dire dai genitori che è troppo complicato organizzarsi perché ogni ragazzo ai suoi impegni… Non ci sono posti di ritrovo modello cortili di una volta Dalla nascita in poi è tutto programmato. Manca l’esperienza dei polli che razzolano nell’aia. I genitori li covano fino a 30 anni, intervengono a mediare ogni litigio e a evitare ogni frustrazione. Sono sempre più tutelativi e accondiscendenti.
Cosa servirebbe agli adolescenti di oggi?
Viviamo in un mondo dove non c’è una genitorialità diffusa come una volta, una condivisione di occhi e responsabilità, magari con amici di famiglia, zii, vicini. Ognuno vede figli come terreno proprio e c’è poca fiducia tra adulti. E questo non aiuta i ragazzi. E ci vorrebbe anche un lavoro preliminare di educazione all’affettività, a partire da prestissimo. Per arrivare corazzati a 12-13 anni anche su questi temi.

di Cristina Colli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a capire se sei un utente vero