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Mamme e papà: urlare è inutile

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Puntate su regole e organizzazione. Daniele Novara spiega come riuscirci con un libro e una serata aperta ai genitori

“I genitori oggi urlano perché non sanno cosa altro fare per richiamare l’attenzione dei figli. Ma attenzione…urlare non serve a nulla, anzi, peggiora i comportamenti scorretti dei figli e provoca danni nei futuri adolescenti. Uno su tre oggi ha problemi emotivi”. Daniele Novara, pedagogista, direttore scientifico della Scuola Genitori, spiega perché in un libro da pochi giorni in libreria -   Urlare non Serve a nulla (editore Bur) - e come rimediare puntando su altri metodi in una serata gratuita aperta alle mamme e ai papà il prossimo 27 ottobre alle ore 20,45 presso l'Auditorium Don Bosco di  via Melchiorre Gioia 48 . Serata in cui troverai noi di Radiomamma ad accoglierti

RM: Perché siamo una generazione di genitori che urlano?
Novara: L’urlo è diventato la sberla di una volta. Una volta non c’era bisogno di alzare la voce perché i genitori facevano i genitori e i bambini i bambini. Negli ultimi 30 anni sono “arrivati” i bambini tirannici, ai quali i genitori spiegano tutto e con i quali i genitori si rapportano da amici, non da genitori. Si è persa l’idea pedagogica del rapporto genitori figli, a favore di quella psicologica, per cui bisogna diventare amici dei propri bimbi, creare con loro confidenza. L’urlo allora diventa l’espediente per cercare di richiamare la loro attenzione, senza riuscire. Si urla perché non si sa che altro fare. E si confondono le urla con le regole. Se chiedi a un genitore: “Urlare funziona?”. Ti risponde “Sì, nei 30 secondi successivi”. Non solo urlare è inutile ed è segnale di fragilità dell’adulto, ma crea anche depressione nei figli.

RM: Depressione?
Novara: Ming-Te Wang, professore di psicologia e pedagogia dell’Università di Pits- burgh, e Sarah Kenny, ricercatrice di studi sociali presso l’Università del Michigan, hanno seguito per due anni un campione di quasi mille famiglie di diverso status economico e sociale, con figli adolescenti tra i 13 e i 14 anni, analizzando la correlazione tra lo stile educativo genitoriale e i problemi di depressione e comportamento dei figli. Lo studio ha dimostrato che questi atteggiamenti genitoriali inducono nei ragazzi preadolescenti stati depressivi e antisociali aggravando i loro comportamenti invece di migliorarli e gli effetti di queste modalità relazionali sono equiparabili alle conseguenze derivanti dalle punizioni fisiche.

RM: E perché i genitori di oggi non trovano altro mezzo?
Novara: I genitori di oggi sono una generazione di transizione dai vecchi metodi (anche autoritari) a metodi che non sono ancora cultura diffusa, perché è passato ancora poco tempo. I genitori di oggi sono molto emotivi perché c’è pressione del passato (mai dimenticato) e una consapevolezza di cosa sarebbe giusto fare. Tu genitore sai che non serve sgridare un bambino di 11 mesi, ma lo fai… perché ti ritrovi a usare codici culturali del passato.

RM: Perché non fa bene al bambino sentire le urla del genitore?
Novara: Il genitore è la figura affettiva e un punto di riferimento talmente forte che è scioccante sentirlo urlare. L’urlo attiva un allarme e un senso di minaccia reciproca, non è codice comunicativo ma di aggressività. Si urla quando devi segnalare un pericolo o quando attacchi. Se io mamma o papà urlo: “Smettila sei sempre il solito, mi disturbi, piantala o addirittura…sei deficiente!”, scateno un effetto di mortificazione sul bambino, abbasso la sua autostima. E se passi l’infanzia in mortificazione, da adolescente hai dubbi su te stesso, vai in cortocircuito emotivo, con grande senso di disagio nelle relazioni, specialmente con se stesso.

RM: Perché non fa bene al genitore?
Novara: Al genitore fa malissimo perché attiva sensi di colpa. Il genitore è una persona affettiva che urlando e aggredendo crea un corto circuito tra l’amore per i figli e le sue modalità aggressive. A livello inconscio capisce che c’è corto circuito che fa male e deprime le sue capacità pedagogiche. E ‘costretto a scusarsi, a fare un regalo riparatore, a essere servizievole o ad affidare l’educazione all’altro genitore.

RM: E allora quale è l’alternativa all’urlo?
Novara: L’alternativa è la buona organizzazione. Buona educazione è buona organizzazione della crescita dei figli. Organizzazione significa modalità pedagogica organizzativa. Le regole: a che ora si va a letto, ci si lava le mani prima di mangiare o no, a 5 anni si veste da solo, la tv si guarda prima di cena o dopo... Bisogna condividere le regole, mamma e papà in questo devono essere una squadra. I bambini sono consuetudinari, se c’è una buon organizzazione sono felici. Organizzazione vuol dire anche non stressarli con fiumi di domande: Cosa vuoi fare domenica? Quanti compleanni vuoi fare quest’anno? Cosa vuoi mangiare stasera?  I bambini sono consuetudinari, ma la consuetudine a volte è diventata l’insistenza della mamma, quindi il bimbo aspetta che la mamma dica 10 volte la stessa cosa prima di farla. E la situazione si appesantisce con i preadolescenti e gli adolescenti. Ma se un bambino fa una buona infanzia dal punto di vista educativo, avrà un’adolescenza normalmente trasgressiva e vivace.

RM: E se sì è urlato tanto nell'infanzia, ora come si rimedia con in casa un preadolescente?
Novara L’altro giorno ho incontrato due genitori e una ragazza di 12 anni. Lei con risultati scolastici scarsi, introversione e momenti di eccentricità come il buttarsi a terra…E mamma e papà mi hanno detto come per rassicurarmi: “noi urliamo, la sgridiamo da quando era bambina…”. La mia prima risposta è stata: da stasera smettete subito di urlare, senza spaventarsi se capita di tornare ogni tanto sui vecchi passi, soprattutto all’inizio. Poi si deve passare subito alla buona organizzazione, il dare le regole, anche se si pensa “sia troppo tardi” non lo è mai. E nell’età della preadolescenza e dell’adolescenza non si può essere gradevoli e assecondanti. Hanno bisogno di resistenza, di avere una sponda per spiccare il volo. Le mamme, decisive nell’infanzia, devono fare un passo indietro a un certo punto. Dai 10 anni il Front- office educativo lo deve fare il padre. A questa età servono la normatività del paterno, la negoziazione con la resistenza giusta, il coraggio di prendere in mano le proprie responsabilità.
 

Il prossimo appuntamento, gratuito, con Scuola genitori è 27 ottobre alle ore 20,45. Daniele Novara parlerà proprio di questo: Urlare non serve a nulla. Come ottenere ottimi traguardi nell’educazione dei figli, abolendo la sgridata, l’urlata. L’appuntamento è l'Auditorium Don Bosco, via Melchiorre Gioia 48  www.cppp.it

Di Cristina Colli


Grazie Cristina, il tuo

Grazie Cristina,
il tuo contributo come giornalista-mamma è davvero prezioso.
Un caro saluto
Raffaella
(ex materna legioni romane)

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