Agenda

Archivio News

Mamme, cambiamo il mondo del lavoro

Teaser Description: 
Riccarda Zezza ci spiega come fare e perché la maternità serve anche alle aziende

In Italia si fanno sempre meno figli e sempre più tardi. La Società italiana di ginecologia e ostetricia, dice che ogni anno, più di 500 mila donne diventano mamme, ma sono nati 20 mila bimbi in meno nel 2013 rispetto all'anno precedente e oggi l'8% di tutte le partorienti è over 40 (+12% tra il 2010 e il 2013).  “Il problema non è la maternità, ma l’organizzazione del lavoro, che è ancora fordista, basata sulla divisione di compiti: un genitore sta a casa e l’altro va al lavoro. O si smette di fare figli o si cambia l’organizzazione del lavoro”.  Parola di Riccarda Zezza, per molti anni in grandi aziende in Italia e all'estero, nel 2012 ha fondato Piano C a Milano, per il coworking e con Andrea Vitullo è fondatrice del progetto Maam, Maternity as a Master, che è anche un libro

RADIOMAMMA: Per presentarti dici: Ho 2 figli, 2 master. Suona strano…
ZEZZA: Ho fatto un master classico e so come funziona: studi, ti impegni, lo vivi quotidianamente. Con i figli è la stessa cosa, ma più intensa. I miei 2 figli sono stati 2 master: mi hanno insegnato a essere più dolce, ad accettare le mie parti vulnerabili, a tirare fuori la femminilità, oltre all’organizzazione, alla gestione del tempo. I figli ti cambiano l’orizzonte temporale e spaziale: sai che hai un impegno per tutta la vita e sai che ci sarà un mondo senza di te, ma con loro, quindi aumenta il tuo senso di responsabilità

RADIOMAMMA: E questo essere mamma perché è un “valore” per le aziende?
ZEZZA: Tutte le aziende, grandi, medie e piccole, vivono la maternità come un problema da gestire (ti aiuto, ti sto vicino, troviamo una soluzione), insomma una debolezza che va supportata. E la donna la vive come un momento lavorativo da “risolvere”. A un certo punto ho pensato: "Ma io, con la maternità, ho sviluppato delle competenze che sul lavoro mi hanno reso più forte. Perché questa cosa non viene considerata?”. Essere mamma ti costringe a imparare a fare più cose in unità di tempo minori, e poi migliora la pazienza, migliora l’equilibrio. Anche la scienza dice che il cervello della donna con la maternità si potenzia. Così è nata l’idea del "maternity as a master per trasformare la maternità da un periodo di assenza a un periodo di sviluppo e formazione, da cui una donna rientra al lavoro più forte. Il mio sogno è che le aziende arrivino a dire a uomini e donne “vai a casa e così torni più preparato”.

RADIOMAMMA: Qual è lo strumento principale?
ZEZZA: La transilienza. E’ una porta che puoi aprire, se sai che c’è. Significa far passare quello che sei in più parti della tua vita: capacità, competenze, energie pensieri. E’ una porta che impariamo a tenere chiusa: arriviamo in ufficio e lasciamo a casa pezzi di noi e il contrario, questo è molto faticoso, ti obbliga a essere persone diverse in contesti diversi. Se apri questa porta, ti accorgi che la tua vita a casa può essere un allenamento nei rapporti sul lavoro, il lavoro può essere allenamento per esempio per dare indicazioni chiare anche a casa.

RADIOMAMMA: Ma da chi deve partire la rivoluzione?
ZEZZA: Come dice l’Uomo Ragno: “avere grande potere è avere anche grandi responsabilità”. In Inghilterra all’inizio del ‘900 le operaie sono scese in piazza e hanno smesso di lavorare per avere la parità salariale Oggi in Italia le italiane a parità di mansione guadagnano la metà degli uomini. Basta parlare solo fra noi donne, ma prendiamoci la nostra responsabilità e alziamo la testa.

RADIOMAMMA: E da dove si parte?
ZEZZA: Il problema non è maternità ma come è organizzato il lavoro: un genitore a casa (la donna) e uno al lavoro (l’uomo). Sono passati 100 anni e siamo ancora a questo schema fordista. O smettiamo di fare figli o cambiamo l’organizzazione del lavoro. Le mamme non devono farsi convincere che non ci sono alternative a questo modo di lavorare.  Molte donne rifiutano il sistema e si chiudono nel proprio mondo, creandosi un’opportunità di lavoro su misura, ma così le cose non cambiano.  Quando mi sono dimessa dal mio lavoro dopo la maternità un amico mi disse “adesso non aprirai un negozio per bambini e ti chiuderai li?! Oggi lo posso dire: per 1 che apre negozio ce ne sono 9 che stanno a casa, isolate. Allora è bene aprire il negozio per bambini, ma facendo anche la nostra parte per il futuro. Bisogna dire che le cose non funzionano e fare. . Bisogna allearsi. L’alleanza è una delle altre grandi capacità delle donne-mamme.


Ciao

Ciao

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a capire se sei un utente vero