Libri: Una mamma da Url

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Il mommyblogging (e molto altro) alla Scaldapensieri

una mamma da UrlPatrizia Violi ha concepito il titolo perfetto per descrivere un'intera generazione. Quella delle mamme 2.0, che usano la rete come una quarta dimensione: ci si conoscono, chiacchierano, fanno la spesa, cercano consigli di puericultura o di educazione, creano movimenti d'opinione. Ma, soprattutto, scrivono. Cose straordinarie, esilaranti, drammatiche, ordinarie, fantasiose. E' l'universo del mommyblogging: globale, multiculturale, personalissimo.

Con il romanzo intitolato "Una mamma da Url", Patrizia, blogger di Extramamma, ha offerto una testimonianza acuta e divertente di questa nuova generazione.

Radiomamma.it l'ha intervistata, in attesa di vederla in azione il prossimo 15 giugno (ore 19), alla Libreria Nuova Scaldapensieri di Milano, dove presenterà il suo libro in compagnia di Nicoletta Carbone, conduttrice di Radio 24, e Carlotta Jesi, giornalista e creatrice di Radiomamma. 

Com'è che sei diventata una mamma da Url?
patrizia violiFaccio la giornalista da tanti anni e, necessariamente, ho sempre scritto "su mandato" di altri. Creare un blog è stato un atto creativo, anarchico. Avevo bisogno di un luogo di riflessione e di ribellione che mi appartenesse completamente. Inoltre, avendo due bambine in età scolare, potevo trattare argomenti "da mamma" che non fossero però legati ai primissimi tempi e alle primissime esperienze della maternità. E questo mi sembrava un valore aggiunto.


Come leggi questo fenomeno delle mamme blogger?

Nella nostra società c'è un grandissimo bisogno di confrontarsi e condividere le piccole e grandi "sciagure" della maternità: il blog è uno strumento semplice e immediato, esattamente come lo era il diario tanto tempo fa. Però ha una dimensione "relazionale" straordinaria, perciò chi sperimenta questa avventura lo fa anche, bisogna ammetterlo, per soddisfare un pizzico di vanità.

Quali sono i temi che "spaccano"? Vanno di più i blog impegnati o quelli personali?
Per la mia esperienza, le storie private sono in assoluto quelle più seguite. Anzi, devo dire che più confessi apertamente le tue sfighe, più raccogli attenzioni, forse proprio per lo spirito di condivisione di cui parlavamo prima...I temi che sollevano il maggior numero di commenti e dibattito sono il lettone, il parto e l'allattamento (quest'ultimo poi è proprio un argomento da maneggiare con cautela!) e la scuola. Personalmente, in Extramamma cerco di inserire anche qualche tema che mi sta a cuore e qualche battaglia di opinione: ad esempio quella sul "velinismo" nella moda dei bambini, che mi sembra una deriva spaventosa, oppure sempre sui temi dell'educazione e della scuola che vivo sulla mia pelle.

Sponsor sì o sponsor no?
Eh, questo è un dibattito aperto nel fenomeno del mommyblogging. Ci sono esempi famosi, come quello di Maria Bailey, una mamma blogger americana che ha costruito un vero impero su questo: testando i più diffusi prodotti per l'infanzia, è diventata una sorta di guru dei consumi destinati all'infanzia, fondando anche il canale MomTv. Io non la vedo così. Mi pare che la pubblicità all'interno di un blog possa far perdere di credibilità. Sarebbe diverso se si trattasse di un sito, ma il blog è uno spazio intimo, confidenziale, in cui qualsiasi "consiglio per gli acquisti" mi sembrerebbe una strumentalizzazione.

Quante ore dedichi al blog?
Servirebbero circa due ore al giorno, tra scrittura e visite agli altri blog, circa 10-15, con cui di solito "dialogo". L'interazione, sia con gli altri blogger che con i lettori è piuttosto importante: se non inserisci commenti rischi di essere scortese!

Cosa sanno gli uomini di questa "quarta dimensione" tutta digitale?
Quasi nulla! Direi che è una cosa prettamente femminile. I papà blogger rischiano sempre di essere un po' melensi. Ne conosco solo un paio davvero divertenti. E di papà "lettori" ce ne sono ancora meno...temo che siano attratti da altri argomenti della Rete...

Ti senti sempre libera di esprimerti, all'interno del blog?
Beh, visto che mi sono dichiarata subito e che tutti sanno chi sono, non sempre è possibile. Conosco blogger anonime che sparano a zero sui mariti, ad esempio. Io non posso farlo, non solo perché il mio è un tipo in gamba, ma anche perché fa l'ingegnere e se solo ci provassi, anche sotto falso nome, mi sgamerebbe subito!!



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