Le mamme come risorsa per le aziende

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Oggi a Milano il convegno Moms@Work

mamma che lavoraSi parlerà di un tema incandescente, la conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Si affronteranno temi innovativi, come part-time meno rigidi, reversibilità della maternità anticipata, possibilità di negoziazione di accordi all'interno dell'azienda, frazionamento dell'orario del congedo facoltativo, accordi aziendali interni più semplici e flessibili, incentivi per l'introduzione di pratiche di flessibilità.
Ma soprattutto, al convegno organizzato da Moms@Work oggi a Milano (dalle ore 9.15 presso il Palazzo di Gi Group in Piazza IV Novembre 5), a parlare saranno le aziende e gli esperti tra i più all'avanguardia nell'esperienza della conciliazione.
www.radiomamma.it ne ha parlato con Cecilia Spanu, ideatrice, insieme ad Anna Zavaritt, dell'avanzato servizio di intermediazione del lavoro per madri realizzato con la paternità di Gi Group.

Come hanno reagito le madri lavoratrici alla nascita di Moms@Work?
La reazione è stata esplosiva. Dal debutto del servizio, l'8 marzo scorso, nelle primissime settimane sono arrivati 2mila curriculum, al punto che abbiamo abbassato il profilo della comunicazione per avere il tempo di vagliare tutti i profili. Attualmente, abbiamo un database di circa 3mila curriculum da tutta Italia (la metà dalla Lombardia, perché il servizio è operativo su Milano). Si tratta di donne con un'istruzione medio-alta (il 40% sono laureate) e un'esperienza maturata in azienda dai 5 ai 10 anni.

Che quadro vi siete fatte?
Si tratta di storie molto complicate, di donne che testimoniano il dolore di dover scegliere tra abbandonare un lavoro, importante sia per loro stesse che per l'economia familiare, e l'accudimento dei figli. La nostra risposta è su diversi fronti: diamo consigli sulle leggi di settore, su cui la conoscenza a volte è piuttosto scarsa, e suggeriamo proposte costruttive da sottoporre ai datori di lavoro.

E sul fronte delle aziende?
Abbiamo contattato 80 grandi realtà della città, tra le più Family Friendly, e per 58 di queste abbiamo realizzato incontri e colloqui. In questi giorni potrebbero concludersi i primi contratti realizzati attraverso la nostra assistenza.

Quali sono gli stereotipi più diffusi?
C'è ancora una scarsa conoscenza delle regole applicative della conciliazione e molti pregiudizi sulla flessibilità. Ma noi non rinunciamo mai a ricordare alle aziende che un orario ridotto o flessibile non significa una riduzione di efficienza o produttività, anzi: permettere a una donna di occuparsi dei suoi figli è un investimento sul suo rendimento nel lavoro.

Il cambiamento culturale, però, è ancora lontano da realizzare.
Ci sono cliché dominanti, come quello che la maternità debba per forza interrompere una carriera. E rigidità imposte dalla legge che non aiutano affatto. Ancora oggi, il part time è uno strumento difficile da ottenere: appena il 5% delle aziende lo concede in entrata.

Cosa ne pensa della proposta di legge sul congedo obbligatorio di paternità, che garantirebbe 4 giorni "coperti" al 100% dopo la nascita del figlio?
I padri sono fondamentali nell'equilibrio di una famiglia. Se non si investe anche su di loro, è chiaro che viene minata alla base la prima agenzia educativa della nostra società. Le famiglie in cui il padre lavora sempre ed è poco presente e la madre è schiacciata tra lavoro e figli fanno molta fatica a svolgere il loro compito. Detto questo, ritengo che se si devono investire risorse, sarebbe meglio utilizzarle per accentuare la flessibilità.


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