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Lavoro o famiglia? Uno sportello online x le mamme

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Risposte in 24 ore. Il servizio della Provincia e dell'Associazione per la Famiglia

Il part time mi spetta? Se il bambino si ammala, posso stare a casa e come verrò retribuita?  Lavorare ed essere mamma! Per le donne la conciliazione è una terza occupazione ogni giorno! E spesso si è piene di domande “pratiche”, ma a chi farle? E’ nato da qui Dialoga con noi, lo sportello Online, gratuito, sulle tematiche della conciliazione lavoro-famiglia, realizzato e gestito dal Servizio Giovani e Pari opportunità della Provincia di Milano e da Associazione per la Famiglia. “Le utenti si rivolgono al servizio attraverso una finestra denominata appunto "Dialoga con noi" che trovano sul sito Politiche di Genere della Provincia di Milano ed inviano i loro quesiti direttamente alle esperte di Associazione per la Famiglia. Entro 24 ore avranno la risposta”, spiega l’assessore alle Pari opportunità della Provincia di Milano, Cristina Stancari.

Perché questo sportello? A che bisogno della città risponde?
L'obiettivo è dare risposta, e contribuire anche a eventuali soluzioni, alle concrete difficoltà di conciliazione tra vita familiare e lavoro che l'attuale società pone ai cittadini. In particolare ai temi legati alle discriminazioni di genere in ambito lavorativo, ai quesiti su maternità e paternità, ai congedi parentali, alla normativa e alle prassi previste dai contratti di lavoro e ai servizi territoriali dedicati.

A chi si rivolge?
Alle madri, ai padri, ai figli, a lavoratrici e lavoratori e a tutti coloro che hanno familiari a carico.

Con la Provincia al lavoro c’è l’Associazione per la Famiglia. Sabina Guancia ci ha raccontato come funziona, nella pratica, questo sportello.
Le lavoratrici e lavoratori inviano una mail allo sportello online e in 24 ore al massimo (ora come ora in giornata) si dà una risposta, a volte più di una. E se necessario si parla al telefono. Si rivolgono allo sportello prevalentemente le donne dipendenti di aziende private o della pubblica amministrazione. Meno le altre tipologie atipiche: lavoratrici a progetto, con partita IVA eccIn percentuale sono più le mamme che i papà: 80% mamme, 20%papà.

Le domande più frequenti?
Online si pongono domande, dubbi, spesso al rientro dalla maternità o dopo un'assenza dal lavoro prolungata. Lontano dai luoghi di lavoro o dal sindacato mancano i riferimenti e i dubbi e le incertezze a volte rendono la vita più difficile a chi deve trovare soluzioni organizzative rapide e in coerenza con le leggi e i contratti esistenti. La complessità delle nostre leggi non aiuta chi deve gestirle partendo dai propri problemi.

Facciamo qualche esempio?
Il part time mi spetta? Devo comunicare all'azienda subito il mio stato di gravidanza? Quanti giorni di congedo posso fare e mio marito può utilizzare subito il suo congedo? Se il bambino si ammala, posso stare a casa e come verrò retribuita? Ho adottato un bambino cosa mi spetta? Ci sono delle agevolazioni se mi reco all'estero? La mia azienda mi può negare il part time? La riforma Fornero prevede l'utilizzo del congedo parentale a ore posso chiederlo subito? Ho letto che ci sono dei giorni di congedo per il papà posso saperne di più? Questi esempi dimostrano che avere un figlio per chi lavora è ancora un problema e nonostante si parli tanto di conciliazione lavoro famiglia per le donne il rientro al lavoro rappresenta ancora una difficoltà.

Chi c’è dietro la mail? Chi risponde?
La risposta viene data da professioniste esperte che lavorano in rete con avvocati, Inps, Caf, sindacati. Se necessario si forniscono riferimenti normativi o modulistica a supporto.

Lo sportello dell'Osservatorio donna è in funzione da febbraio, finora chi vi ha chiesto aiuto e che situazione reale state fotografando?
Difficile fare un identikit. Comunque le donne che scrivono sono dipendenti per lo più del settore privato, con un buon livello d’istruzione, al primo figlio, con scarsa conoscenza dei propri diritti e molta preoccupazione di perdere il posto di lavoro. Quasi sempre lamentano la carenza di servizi flessibili e quelli esistenti molto costosi. Inoltre le aziende non informano e non facilitano
la conciliazione.

E infine siamo tornate dall’assessore: per quanto tempo starà attivo lo sportello?
La prima fase del Progetto si chiude a fine anno, ma vogliamo dare continuità e sviluppare ulteriormente questo servizio. 

Per chiedere consulenza: http://temi.provincia.milano.it/donne/dialoga.php

di Cristina Colli

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