Lavoro da mamma: la tages

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A Milano ci sono 40 tagesmutter, guadagnano e fanno risparmiare le famiglie. Ecco come imparare il mestiere

Tempo di iscrizioni a nidi e materne, tempo di scelte. Ma lo sai che a Milano ci sono 20 tagesmutter al lavoro e 22 che stanno facendo proprio ora il corso per diventarlo? Ci ha portato in questo “mondo” Laura Tramontano, che in cinque anni ha fatto da tagesmutter a 25 bimbi milanesi e dal 2005 è coordinatrice gestionale della Cooperativa Altana-La CasaTagesmutter per Milano e provincia.

RADIOMAMMA: Cosa è e cosa fa la tegesmutter?

LAURA: La parola viene dal tedesco “mamma di giorno”. E’una persona formata che offre educazione e cura nella propria casa, a un piccolo gruppo di bambini (massimo cinque). Il servizio si rivolge principalmente ai bimbi 0-3 anni, ma è aperto fino ai 13 anni a seconda delle necessità delle famiglie (ad esempio accoglienza di un fratello più grande durante i giorni di vacanza scolastica).

RADIOMAMMA: Quali requisiti devo avere e cosa devo fare?
LAURA:  Bisogna intraprendere un preciso percorso formativo, organizzato dalla Cooperativa/Ente gestore del proprio territorio, e dall’Associazione Nazionale “Domus”. A Milano e nelle province lombarde è la Cooperativa “Altana-La Casa Tagesmutter”. Possono accedere al corso persone tra i 18 e i 55 anni, con titolo di studio medio-superiore e oltre. Non è obbligatorio essere mamma, ma è necessario che la propria casa abbia requisiti certificati di agibilità (rilasciato dal Comune) e di messa a norma di tutti gli impianti. I requisiti minimi sono di 9 metri quadri a
bambino.

RADIOMAMMA: Quanto impegna e come è strutturato il corso?
Sono 250 ore: 200 di teoria e 50 di tirocinio pratico nelle case già operative. Il costo totale è di 600 euro. I contenuti sono suddivisi in moduli di pedagogia e psicologia di base, aspetti caratteristici del servizio, sicurezza e primo soccorso pediatrico, igiene ed alimentazione, attività e laboratori. C’è una selezione iniziale (un colloquio individuale motivazionale) e un esame finale (scritto + ulteriore colloquio motivazionale).

RADIOMAMMA: Finito il corso?
LAURA: Viene rilasciato un attestato di formazione ed è possibile, ma non obbligatorio, iscriversi all’Albo Nazionale delle Tagesmutter. La Cooperativa si occupa di tutti gli aspetti burocratici e assicurativi. L’allestimento della casa è guidato dalla coordinatrice gestionale e i costi sono variabili, ma contenuti: parte del materiale può essere messo a disposizione dalla cooperativa (seggioloni, lettini, passeggini gemellari) e parte acquistato dalla tagesmutter (copri prese, paraspigoli, fasciatoio, vasino, tappeto per angolo morbido, materiali per il gioco e le attività…)

RADIOMAMMA: E’ una libera professione?
LAURA:  La tagesmutter è una collaboratrice non subordinata, ha regolare contratto con contributi, malattia e maternità. Può decidere se diventare anche socia della cooperativa, ma non è obbligatorio.

RADIOMAMMA: Quante ore lavora e quanto guadagna?
LAURA: E’ la professionista a stabilire la disponibilità oraria, conciliando i tempi lavorativi con la propria organizzazione famigliare.  Il guadagno è direttamente correlato al numero di bambini utenti, e dal loro orario di frequenza. Non esistono quote mensili predefinite a priori, le famiglie pagano in funzione del quantitativo di ore che definiscono al momento del contratto e versano le rette alla cooperativa, ricevendo regolare fattura. E la cooperativa accredita lo stipendio alla tagesmutter. C’è dunque una variabilità economica legata alla flessibilità caratteristica del servizio, ma si può paragonare il guadagno complessivo annuo a quello di un’educatrice di asilo nido. Bisogna tener conto però dei vantaggi (non solo economici) legati al fatto di lavorare in casa: nessuna spesa per raggiungere il luogo di lavoro, la possibilità di tenere il proprio figlio a casa, nel gruppo dei bambini utenti, evitando il costo di un asilo o di una babysitter.

RADIOMAMMA: Perché hai scelto di fare la tagesmutter e non l’insegnante?
LAURA: Più che un’alternativa all’insegnamento direi che si tratta di un progetto educativo “corale”, dove adulti legati da un intento educativo condiviso, accompagnano il bambino alla prima scoperta di sé e del mondo, in un ambiente accogliente e famigliare come quello di casa. Anche la possibilità di stare vicino a mio figlio nei suoi primi tre anni di vita, evitando di fargli frequentare l’asilo pur garantendogli un’occasione di prima socializzazione, è stato un altro dei motivi per cui rifarei ancora questa scelta. Inoltre in questo lavoro non mi sento mai sola, consapevole che altre colleghe, con la stessa professionalità, stanno vivendo come me un progetto educativo ben preciso, supportate quotidianamente dalla cooperativa.

In autunno al via un nuovo corso. Info: info@lacasatagesmutter.it

di Cristina Colli

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