La "partecipazione" fa bene ai nostri figli

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Chi si impegna, ha più fiducia in sè e nel futuro. La ricerca Arci

Il volontariato fa bene ai bambini di MilanoI ragazzi che fanno esperienza di partecipazione in associazioni, scout, parrocchie e altri ambiti della vita hanno atteggiamenti, comportamenti e stili di vita diversi dai loro coetanei. Lo rivela Ftp, forme in trasformazione della partecipazione, uno studio di Arciragazzi e Cevas condotto  su 2.070 ragazzi italiani tra i 14 e i 30 anni che fornisce indicazioni molto utili ai genitori di bambini anche molto più piccoli. 

Secondo lo studio, infatti,  59,4% di coloro che non hanno avuto alcuna esperienza di associazionismo nutre un basso livello di ''speranza verso il futuro e nella possibilita' di cambiamento'', quota che scende al 35,4% tra coloro che invece sono impegnati in realtà associative. Inoltre, con «la sperimentazione di più appartenenze ad associazioni diminuisce la propensione ad accettare raccomandazioni e ricercare favoritismi»: il 62,4 % dei ragazzi impegnati in almeno tre realtà associative rifiuta la raccomandazione, punteggio che scende al 44,8% per i ragazzi “disimpegnati”. Anche l'adesione a modelli proposti da media e tv mostra medesimo andamento. Inoltre, tra i giovani che frequentano associazioni e realtà del volontariato è più forte la consapevolezza civica: solo il 7,8% si astiene dal voto.

I numeri della partecipazione dei ragazzi italiani? Un giovane su quattro (25%) fa parte di associazioni ricreative o culturali, il 18% di associazioni volontariato, il 14% degli scout. Circa il 18% invece, cioè due giovani su dieci, non ha mai fatto parte di alcuna associazione, né di gruppi parrocchiali, scout o comitati studenteschi.

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