La dislessia spunta in pagella

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Alla scuola Bonetti, un incontro gratuito per i genitori. Per cogliere i segnali, e non arrendersi

Pagelle del primo quadrimestre arrivate? E puntuali ecco che per molti, soprattutto all’inizio delle elementari, arriva quella parola: “disturbi specifici dell’apprendimento”. Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.Venerdì 14 febbraio alle 19.30 c’è un appuntamento gratuito per tutti i genitori, gli insegnanti, gli educatori: “Io non mi arrendo. I disturbi specifici d'apprendimento sono educabili” con Daniela Gatti e Giovanna Noseda, del Centro Specialistivo Psicopedagogico Victor alla scuola primaria statale P.F. Bonetti, di via Tajani 12.

Secondo le fonti ufficiali, il 4,5% degli alunni delle scuole italiane soffre di disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e la percentuale è in crescita. Gli studi dicono che in una classe di 25 bambini è probabile che si manifesti dislessia in 1 o 2 alunni. E di disgrafia si parla di 2 alunni su 10. “ E’ un fenomeno in crescita. L'incidenza dipende da una somma di diversi aspetti: una maggiore visibilità del fenomeno nelle situazioni di competitività e richiesta di efficientismo sempre più presente in qualsiasi ambito di vita dell'individuo (scuola, lavoro, vita relazionale, ecc), una maggiore competenza e conoscenza del fenomeno da parte degli insegnanti e la condizione odierna dell'infanzia per quello che riguarda lo sviluppo prassico, motorio e psicomotorio”, spiegano Daniela e Giovanna

RM: Esistono modi per “vedere” in modo precoce se ci sono disturbi specifici dell’apprendimento?
Daniela e Giovanna: E' possibile vedere alcuni segnali già dall'ultimo anno della scuola materna: goffaggine, difficoltà grafo-motorie, disorganizzazione spazio temporale, difficoltà prolungate nell'allacciamento delle scarpe, lentezza o fretta nello scendere le scale. Quando si notano tali situazioni bisogna considerarle segnali da approfondire. E' infatti molto importante non attendere la seconda o terza elementare per rivolgersi ad uno specialista, in quanto se si agisce tempestivamente si evita che le difficoltà aumentino.

RM: Perché una serata gratuita per genitori?
Daniela e Giovanna: Perché il Disturbo di Apprendimento è un fenomeno di grande rilevanza ed incidenza che a nostro avviso non può essere affrontato dalla famiglia e dalla scuola solo con metodi compensativi e programmi diversificati. E' infatti riduttivo pensare a questi disturbi come a difficoltà con conseguenze solo in ambito didattico. Il Dsa è un disordine, è pervasivo e in quanto tale influenza tutte le condotte dell'essere umano. Lo scopo di questa serata gratuita è far conoscere ai genitori che esiste un’alternativa a quella comunemente proposta e indicare ai genitori di non arrendersi, poiché la dislessia è educabile, nel senso che è possibile attraverso un adeguato trattamento, andare ad abilitare tutte quelle funzioni che nel bambino con questi disturbi sono difficoltose.

RM: Parlate di un’alternativa ai metodi compensativi e sostitutivi che aiutano questi bambini, in che senso?
Daniela e Giovanna: Proponiamo un trattamento secondo la metodologia CO.CLI.Te, che ci porta ad educare la difficoltà attraverso un'organizzazione del pensiero, per rendere i nostri ragazzi autonomi nella scuola e nella vita, liberandoli dalle stampelle dei metodi compensativi e sostitutivi. In pratica a differenza di altri metodi, la funzione che "non funziona" (leggere, scrivere, studiare) non viene sostituita con audioliobri, computer e calcolatrici, ma la si educa a funzionare.

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Per info: http://www.aiditalia.org/

di Cristina Colli

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