La Besana 2014: mostre, caffetteria e bookshop per i bambini

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Elena Dondina di Muba racconta i progetti e pensa a servizi per gli adolescenti

"Abbiamo fisicamente le chiavi in tasca”. Il Muba da gennaio 2014 sarà in tutti i sensi, il nuovo padrone di casa della Rotonda della Besana.
A partire dalle chiavi per aprire e chiudere, come ci ha raccontato la presidente della Fondazione, Elena Dondina: “Finalmente Milano ha una sede per il Museo dei bambini, un centro permanente, dove fare attività culturale per l’infanzia. Ma ci sono voluti vent’anni e quattro giunte, per farci dire di sì. Come? Vincendo un appalto”

Cosa comporta questa assegnazione?
Abbiamo l’assegnazione per otto anni. Paghiamo 120 mila euro l’anno di affitto e, come stabiliva il bando, dobbiamo garantire lavori di adeguamento degli spazi. Quindi si è trattato di un bando oneroso per Muba. Per questo l’ingresso sarà a pagamento e per questo cerchiamo sponsor, un mecenate. Ma è difficile in un momento come questo trovare chi investe in cultura e bambini.

Vinta l’assegnazione, quando vedremo la Besana dei bambini e come sarà?
Apriremo a gennaio 2014, dopo i lavori di adeguamento richiesti, con una nostra produzione, probabilmente la mostra Vietato Non toccare.
Il cuore saranno le mostre, tre all’anno, una nostra e due di realtà diverse.  Sarà un luogo aperto, dove raccogliere più esperienze possibili della città. Poi ci saranno laboratori, campus, eventi e attività legati alla città. Quindi seguiremo con iniziative a tema la settimana della moda, del design, bookcity ecc..Così da fare della Besana una realtà collegata e dentro la sua città. Ci sarà uno spazio per i piccolissimi, 0-3 anni, perché servono luoghi aperti per questa fascia d’età.  Entro l’anno costruiremo un bookshop e una caffetteria, per le famiglie. Il giardino e il portico non sono affidati a noi, ma ci piacerebbe collaborare con Parchi e giardini, in modo da fare vivere con la Besana anche questi luoghi.

Sarà la Besana dei bambini piccoli, o anche degli adolescenti e preadolescenti?
Fino ai dieci anni c’è moltissimo nell’offerta in città, poi il vuoto. E’ un momento importantissimo, durante il quale i ragazzi stanno molto soli e quindi hanno bisogno più che mai di cultura e intrattenimento di qualità. Ma catturare questa fascia di pubblico è una vera sfida. Sono nel periodo del no, non seguono le famiglie alla mostra. Nei nostri progetti c’è quello di riuscire a trovare il modo di attirare anche loro. Magari lavorando sul mondo digitale e sulla musica. E’ un progetto in divenire...

Perché nel resto del mondo e dell’Europa un museo stabile dei bambini c’è da decenni e noi ci arriviamo nel 2014?
Siamo un paese che investe poco in cultura e istruzione. Non esiste a livello di enti pubblici un disegno di sostegno dei bambini e delle famiglie, ma spesso solo interventi spot. Il problema non è il pubblico, i genitori cercano spazi e attività. Il problema è il non capire che l’investimento su queste realtà è utile alla società. Nel resto del mondo hanno avuto finanziamenti pubblici e privati, negli anni passati.

Voi siete una Fondazione, siete in nove (un solo uomo) con sei operatori.  Parlavi di bando oneroso e poi ci sarà la gestione...Avete pensato al sostegno attivo della cittadinanza?
Sì, vorremmo che la comunità adottasse la Besana del Muba, magari attraverso un crowdfunding. Penso a Rotterdam, dove molte famiglie hanno sborsato 50 euro per fare costruire un ponte. Ora tutti i tralicci hanno incisi i nomi di chi lo ha reso possibile. Potremmo creare dentro lo spazio un lungo cartellone, con tutti i nomi dei sostenitori attivi...

A Milano c’è molta offerta per i bambini, è una città che offre tanto?
Milano è ricchissima di proposte per l’infanzia. L’importante è che siano di qualità. I bambini sono sempre più esigenti e molti genitori sono alla ricerca di attività per impegnare i pomeriggi. Come in tutto il rischio è la fruizione schizzofrenica e l’offerta usa e getta. Il Muba finora ha allestito le sue mostre e i suoi progetti per tempi limitati, qualche mese. Ma quando lo fai stabilmente, devi avere almeno 70- 100 mila visitatori l’anno. Per questo a volte mi chiedo: “un centro permanente di cultura per bambini, con progetti di spessore, funzionerà?”

Di Cristina Colli

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