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L'80% dei bambini non gioca più per strada

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L'allarme dei pediatri: "Città poco accoglienti"


Le città italiane, e specialmente le buone città, fanno molto per i bambini: dedicano all'infanzia notevoli risorse economiche e umane, ma non rispondono alle esigenze delle bambine e dei bambini. E' il senso dell'intervento di Francesco Tonucci, del Cnr, all'ultimo congresso della Società italiana di pediatria.
La città prepara per i bambini spazi separati e specializzati come giardinetti, ludoteche, parchi tematici e tutte le proposte educative. Sempre spazi protetti e vigilati da adulti. La scuola occupa buona parte del tempo quotidiano con le ore di classe e con i compiti per casa. La famiglia impegna il tempo rimanente “regalando” ai figli le scuole pomeridiane di sport, di lingua o di attività creative (ma sempre scuole). Il tempo che rimane viene trascorso davanti ad uno schermo.

In altre parole, nelle nostre città stanno scomparendo il tempo libero e il gioco spontaneo, i bambini non si vedono più per strada. L‟80% di essi non gioca più all'aria aperta. Ecco perché occorre ripensare la politica delle città, restituire ai bambini l'uso della città come spazio pubblico.

"Non potendo vivere esperienze autonome", ha spiegato Tonucci, che è responsabile del Cnr per il progetto Città amiche dei bambini, "i bambini non conoscono l’esperienza dell’ostacolo, del rischio, della frustrazione, del successo, nei tempi e nei modi giusti. L’impossibilità di queste esperienze “forti”, impossibili alla presenza di adulti vigilanti, produce un accumulo di desiderio che potrà realizzarsi solo quando i bambini non saranno più bambini, ma adolescenti. Quando avranno per la prima volta la chiave di casa in tasca o un motorino sotto il sedere. Credo che gran parte di quelli che oggi consideriamo i drammi dell’adolescenza, come il vandalismo, il bullismo, l’abuso di alcol e di droga, gli incidenti di moto, i suicidi, non siano problemi dell’adolescenza ma conseguenze di errori educativi nell’infanzia. Chi non ha potuto sbucciarsi le ginocchia in bicicletta è più facile che subisca incidenti gravi in moto".

Assumere i bambini come parametro per cambiare le politiche della città, ha spiegato Tonucci, è un obiettivo di lungo periodo. È una filosofia di governo. Il cambiamento più importante in questa nuova scelta di politica amministrativa è passare da una politica dei servizi ad una delle autonomie. Non più tanti luoghi dove lasciare i bambini affidati alla custodia di qualcuno ma restituire ai bambini l’uso della città come spazio pubblico e quindi di tutti.

 

   

è vero, ma noi ad esempio

è vero, ma noi ad esempio non abbiamo neppure il cortile.
andiamo al parco spesso però. ed è evidente che al parco i bambini non vengono lasciati da soli. ogni tanto vivono qualche momento avventuroso, come quando vanno alla fontanella - comunque mai da soli - semmai in due o in tre.
d'altra parte quale nonna o quale mamma sarebbe pronta a non controllarli a vista, quando tutti fanno così?

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