KidZania: educazione o spot?

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Un nuovo tipo di parco tematico spopola. I bimbi giocano a imparare un mestiere, brandizzati. Successo di pubblico, ma c'è chi lo boccia

Kidzania, parco divertimenti edutainment, RadiomammaBambini che giocano a imparare un mestiere o bambini che pagano per fingere di lavorare? Si odia o si ama, KidZania. Ma una cosa è certa: il parco divertimenti per bimbi e ragazzi da 4 a 14 anni in cui si prova a lavorare come i grandi venendo pagati con una moneta locale, i kidZos, che può essere depositata in banca o usata per fare acquisti, è un successo planetario.

Ideato dall'imprenditore messicano Xavier López Ancona nel 1999, il format KidZania ha conquistato il Sud America, l'Asia (con parchi di grandissimo successo a Tokyo, Seoul e Bangkok)  ed è sbarcato anche in Europa aprendo i battenti a Lisbona, a Istanbul e, prossimamente, a Londra, dove un biglietto di ingresso per quattro ore costerà tra le 10 e le 30 sterline.

Cosa si fa in questi parchi che, nella maggior parte dei casi, sono affiancati a centri commerciali? Semplice. Si sceglie un mestiere - dal giornalista al veterinario, dal pizzaiolo al dentista, dal venditore di Coca Cola al meccanico delle auto - e si impara a farlo. Travestiti come un pompiere, un medico, un ballerino, un pilota. O forse sarebbe meglio dire  "brandizzati" come un pompiere, un medico, un ballerino, un pilota?

Il prestigioso quotidiano The Guardian, che ha sguinzagliato i suoi giornalisti nei vari parchi KidZania del pianeta, propende per il "brandizzati". Il format proposto come "edutaiment", crasi fra educazione e divertimento, altro non sarebbe che un nuovo canale attraverso il quale i grandi marchi commerciali cercano di conquistare il pubblico dei bimbi, dei teenager e dei genitori. Secondo il Guardian, inoltre, a KidZania l'apprendimento sarebbe passivo, con un adulto che spiega un mestiere, come il maestro che spiega a un alunno in classe.

Non tutti la pensano così, però. Il concetto di gioco e di apprendimento alla base di KidZania piace ai governi e anche alle famiglie che accorrono in massa a provarlo.  Tu da che parti stai? 

 

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