#KidsVote: educazione civica ai seggi Usa

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"Portate i bimbi a votare". L'invito di Michelle e la risposta di Twitter

KidsVote, bambini americani ai seggi elezioniL'invito è partito, via Twitter, i primi giorni di novembre: portate i bimbi a votare. A spedirlo, la first lady Michelle Obama in cerca di un secondo mandato, per il marito, alla Casa Bianca. Solo una mossa per portare più gente possibile ai seggi? Forse sì, ma l'effetto, sul web e sul territorio, è stato che molti genitori, sostenitori di Obama come di Romney, hanno interpretato l'invito come una bella occasione di educazione civica per i bambini.

"Chiunque vogliate sostenere, portate i bimbi a votare", scriveva la first lady su Twitter rilanciando  # (hastag) KidsVote e la campagna bipartisan lanciata dal magazine Redbook. E i genitori le hanno risposto: con una valanga di foto postate su Pinterest e Twitter dei loro bambini ai seggi e con racconti, rimbalzati di blog in blog, in cui descrivevano l'entusiasmo e le domande dei bambini cui avevano cercato di raccontare il diritto e la responsabilità di votare.

Roba da attivisti? Da genitori col pallino della "cosa pubblica"? No. Sul tema si è speso anche il Time Out Kids, edizione newyorkese, che ha stimolato i genitori a vivere le elezioni con i bambini suggerendo di organizzare feste a casa, di creare piccoli seggi nelle scuole, di invitare gli amici di credo politici diversi ad "election night" casalinghe.

E, ancora: i genitori che gesticono il blog GreatSchool hanno creato una guida gratuita che si scarica da Internet - My First Presidential Election - per con giochi da fare in casa per raccontare le elezioni ai bambini e renderli partecipi.

Insomma, l'educazione civica, almeno in Usa, comincia ai seggi.

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