Juil: dritte da mamma stilista

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La conciliazione vita lavoro? Ha un alleato: il vestito. Velocità e praticità prima di tutto

Non chiamatela stilista. Da cinque anni disegna e vende una personalissima linea di abiti per donne, dalle mamme alle bambine passando per le ragazze preadolescenti, ma guai! “Non ho fatto quegli studi, sono un ex architetto. Una persona normale che lavora, che guarda alla praticità e alla quotidianità”, insiste Chiara Teora. Jeans e maglione, la sua divisa. Più si ritrae, sgranando gli occhi al sentir parole come blogger, tendenza, look, più capisci perché i suoi Juil conquistano. Giacche morbide di felpa che vestono senza ingessare perchè in riunione puoi essere comoda e autorevole allo stesso tempo. Abiti in jersy viscosa “onesti sui fianchi” di quelli che indosseresti sempre e che puoi indossare sempre perché si lavano la sera, si asciugano di notte e non si stirano.

Nel 2011 Radiomamma la “scopri” su segnalazione di una mamma capitata per caso col figlio nel piccolo atelier attrezzato con fogli, pennarelli e matite pensati per i bambini. Zona Fiera, via Marcantonio Colonna 59. Indirizzo oggi noto,  condiviso sui social ma, soprattutto, sussurrato al parchetto, in palestra, in ufficio: “Chiara, se deve dire un no, lo dice”. Sarà così anche il prossimo 6 e 7 febbraio: porte aperte in atelier con capi Juil al 50% e dritte gratuite per tutte le clienti.
 

Ci sono “no” che valgono per tutte?
No (ride). Però ognuno ha il “suo colore”, quello che dona all’incarnato, che fa sentire bene, che trasmette energia per lunghe giornate in cui a una donna succede un po’ di tutto. Sono una mamma, conosco le corse al parchetto e da un cliente, il colloquio con le maestre e la cena coi colleghi neanche mezz’ora dopo…

Esiste un look capace di risolvere il problema della conciliazione lavoro-famiglia-vita?
Direi di no, però esiste il “capo amico” che, secondo me, è un abito. Intanto, è un pezzo unico: quindi lo indossi velocemente e sei pronta. Con un pantalone o una gonna devi costruire abbinamenti e serve più tempo. Poi l’abito consente diverse trasformazioni: con gli stivali, ci vai in ufficio e anche al parco il pomeriggio, la sera cambi scarpa, a volte calza, aggiungi una sciarpa o una collana e sei pronta.

La praticità è la tua cifra. Altre dritte?
Sono una con i piedi per terra, consiglio di semplificare. Di non impazzire, per esempio, sugli abbinamenti cercando quel tono di verde che si abbina perfettamente…. Se scegli un capo colorato, gonna o abito che sia, trattalo come un quadro: mettigli intorno una cornice che lo faccia risaltare. Del nero, dei jeans, dei grigi: colori che tutte abbiamo a disposizione nell’armadio.
 
Sembra un consiglio da architetto più che da stilista…
Creo vestiti come progettavo edifici: mi guardo intorno, studio gli archetipi, il nuovo e il passato. Questa Milano sempre più verticale e protesa verso l’alto che però poi nella praticità, nel tran tran quotidiano, ogni tanto ti tradisce mi disorienta, una città bellissima e difficilissima allo stesso tempo. Ecco, con i Juil io aspiro ad arrivare nella quotidianità, a facilitare e rallegrare quella delle donne.
Come va con le clienti preadolescenti e adolescenti?
Difficilissime, ne ho una in casa, vanno aiutate a piacersi. Sfida complicata ma molto stimolante.
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Bellissimo il consiglio di

Bellissimo il consiglio di abbinare i vestiti colorati come se fossero quadri. Bellissimo e verissimo. :-)

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