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Internet delle cose x genitori

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Dai termometri pediatrici intelligenti ai misuratori di pressione per i nonni. l'IoT entra in famiglia, e negli Usa mamme e papà sono già i primi utilizzatori

Temp Sitter, termometro intelligente per bambini, Internet delle cose per la famigliaRispondi sinceramente: quante notti hai passato in bianco accanto al tuo bebè febbricitante per controllare che la temperatura non superasse i livelli di guardia? Quanto tempo ed energie hai sprecato a chiederti “scotta troppo???”

L’Internet delle cose che facilita il compito ai genitori
Se la risposta è tante, troppe, forse non hai mai sentito parlare di IoT, acronimo dell’inglese Internet of things, Internet delle cose in Italia. Ovvero degli oggetti (dalle auto alle lavastoviglie agli strumenti medici, il Massachussets Institute of Technology stima saranno 50 miliardi entro il 2020) che, attraverso una connessione al web, possono essere comandati a distanza e produrre informazioni utili. Soprattutto per le famiglie, sostengono due recenti studi americani pubblicati a inizio 2017. Secondo l’Interactive Advertising Bureau (IAB), l’utilizzatore tipo di Internet delle cose è il genitore tra i 18 e i 34 anni in possesso di una laurea. E la media company BabyCenter® conferma: negli Stati Uniti 7 genitori su 10 possiedono un oggetto IoT e un terzo di loro dichiara che usarlo lo rende un papà o una mamma migliore.
 
Oggetti IoT per la misurazione di dati vitali da condividere con il pediatra
Ma in che modo l’Internet delle cose faciliterebbe la vita delle famiglie? Torniamo al nostro bebè con la febbre e immaginiamo di farlo vegliare, mentre noi dormiamo, da Temp Sitter: un termometro pediatrico intelligente prodotto da GIMA, azienda leader dei dispositivi medici dal 1926, collegabile via Bluetooth ai telefonini che il bambino può tranquillamente tenere durante il sonno (pesa meno di 10 grammi e si fissa all’ascella con un adesivo) e che avvisa il genitore se la febbre sale oltre una certa temperatura con un trillo sul cellulare consentendo inoltre alle mamme e ai papà che scaricano l’apposita App gratuita dai playstore di salvare le varie temperature registrate durante il giorno e la notte per mostrarle al pediatra.
 

L’Internet of things in Italia: il 26% dei consumatori ce l’ha
Secondo l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano  il 26% dei consumatori italiani dispone di almeno un oggetto intelligente e connesso nella propria casa. Nella maggior parte dei casi si tratta di dispositivi di sicurezza tipo videocamere e videocitofoni o di oggetti che consentono di gestire a distanza sistemi di riscaldamento e raffreddamento, ma nelle “smart home” del nostro Paese fanno sempre più capolino oggetti che si rivelano alleati delle famiglie sul piano dell’educazione e della salute.

 

Salute: con l'Internet delle cose monitoro i figli sui social network e la pressione del nonno
Qualche esempio? Dai sistemi di parental control come Qustodio e NetNanny, che installati su smartphone, tablet e computer dei ragazzi consentono a un genitore di monitorare le attività dei figli sui social network o di fissare limiti di tempo e di orario per l’utilizzo dei dispositivi digitali collegandosi a un pannello di controllo su Internet, agli oggetti intelligenti con cui lo stesso genitore può tenere d’occhio parametri vitali importanti di un nonno anziano. Di IHealth, per esempio, è il misuratore di pressione Track che traccia anche il battito cardiaco e che, collegato a uno smartphone tramite Bluetooth, consente di salvare sull’apposita App lo storico delle misurazioni, di analizzarle e di condividerle con il medico curante. Il costo? 39,95 euro, comprensivo di polizza sanitaria triennale in omaggio offerta dall'azienda leader del settore Rbm Salute.

E tu, hai già provato l’Internet delle cose in famiglia? Pensi che possa facilitare il compito di noi genitori?
 
 

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