Inglese: senza passione, non lo impari

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Parola di Natalia Perarnau, imprenditrice spagnola che lo insegna a 60mila bimbi con "metodo mediterraneo"

Natalia Perarnau, Kids&Us Milano, Kids&UsPassione. Meglio se a 360 gradi (nel senso di occhi, naso, orecchie e mani coinvolti contemporaneamente) e da esercitare a piccole dosi: un’ora a settimana, 10 minuti al dì per colazione, mentre fai merenda o anche lavando i denti prima di andare a letto.

 

Credeteci o no, stiamo parlando dell’ “ingrediente base” di un nuovo modo di studiare l’inglese. Meglio, del metodo pedagogico con cui 60mila bimbi, dall’anno di età alla preadolescenza, lo imparano in 200 centri di diversi Paesi europei. Passione contro divise da college inglese, contro test e livelli, contro sfilze di vocaboli e verbi da memorizzare “che però poi non aiutano a cavartela quando vai all’estero” spiega Natalia Perarnau, l’imprenditrice catalana, e filologa, fondatrice delle scuole Kids&Us.

La incontriamo nel giardino della coloratissima sede milanese di Kids&Us, zona Solari, e per spiegarci il segreto del suo successo parte dalla maternità. La sua: “Quando mia figlia aveva un anno ho iniziato a parlarne 10 minuti al giorno in inglese durante il bagnetto, mentre giocavamo, o mentre faceva la pappa. In poco tempo mi sono accorta che apprendeva più velocemente dei ragazzi a cui insegnavo la lingua straniera in modo tradizionale. Da qui la decisione di puntare sulle emozioni, i giochi, il divertimento, i sensi, la tenerezza  e di accogliere i bambini in scuole dall’ambiente colorato, profumato e divertente”.

 
Una via “mediterranea” allo studio dell’inglese?
Se con mediterraneo si intendono il calore e l’accoglienza, certamente sì. Ma attenzione (ride), tutto il resto del nostro lavoro è di una precisione teutonica! Crediamo che nello studio dell’inglese i bambini debbano seguire il loro modo naturale di imparare. Che è questo: prima ascolti, poi comprendi, quindi inizi a parlare e infine leggi e scrivi. Per questo i nostri corsi sono formati più in base all’età dei bambini che ai livelli di inglese e per questo ad ogni età, e in ogni corso, i bambini sono accompagnati nell’apprendimento da pupazzi e personaggi. I piccolini abbracciano i pupazzi come fanno con i loro peluche, stringono con loro anche un legame affettivo. I più grandi ascoltano storie e ricreano situazioni in cui i protagonisti sono personaggi che vivono la loro stessa quotidianità:  vanno a scuola, giocano in una squadra di pallavolo, hanno paura di una interrogazione, litigano con la miglior amica…
 

A Milano il dibattito è accesso: non stiamo spingendo troppo i nostri figli? Dopo 8 ore di scuola o asilo è giusto pretendere da un bimbo che si concentri ancora?
Non la vedo così. E lo dico da mamma, per l’esperienza con i miei bambini: ho voluto “attrezzarli” per il futuro e ho creato il metodo Kids&Us per loro, cercando di trovare il giusto mix tra stimolo, impegno e divertimento. Imparare una lingua giocando, un’ora a settimana, a mio parere non è troppo. E neppure portare a casa un libro da colorare e un cd di storie e canzoni da ascoltare 10 minuti al giorno, come un rito, quando più fa comodo alla famiglia: a colazione, durante il bagno, prima di andare a dormire. I super bambini, come i super genitori, per noi non esistono e non spingiamo in quella direzione.

Un po’ super però lei lo è: mamma e imprenditrice di successo. Qualche consiglio per chi, ogni giorno, fa fatica a far quadrare lavoro, famiglia, impegni?
Non arrenderti, delega quello che puoi senza cedere ai sensi di colpa. Se hai un sogno, e se ci credi veramente, una via per realizzarlo la trovi. Lo provano le tanti sede delle scuole Kids&Us in giro per il mondo: dietro ad ognuna c’è un sogno, la fatica ma anche la gioia di realizzarlo.
 

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