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Influenza: le raccomandazioni per i bambini

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L'H1N1 non fa più paura. Il decalogo del ministero

influenzaAl di là dell'Oceano sta andando tutto bene: la stagione invernale in Sudamerica e in Nuova Zelanda offre dati tranquillizzanti sull'andamento della famigerata influenza A. Il ministero della Salute, però, quest'anno ha deciso di giocare d'anticipo e in queste settimane ha diffuso una circolare di 23 pagine contenente le raccomandazioni per l'influenza stagionale 2010/2011.

La prima novità è che la campagna vaccinale sarà anticipata al primo ottobre, dal momento che l'anno scorso i primi episodi di influenza erano iniziati subito dopo l'estate. La seconda è che il cocktail del vaccino influenzale sarà trivalente e conterrà anche la copertura per il ceppo H1N1.

Per evitare la trasmissione, si raccomandano alcune semplici operazioni di prevenzione a cui possono essere sottoposti anche i bambini:
1-Il lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone o, in mancanza, con gel alcolici
2-Buona igiene respiratoria: ossia coprire naso e bocca quando si starnutisce o si tossisce; trattare i fazzoletti dopo l'uso (o gettarli se di carta) e lavarsi le mani
3-Isolamento volontario a casa delle persone con sindromi febbrili, soprattutto se all'inizio (evitando di andare sul lavoro o a scuola, si riduce il contagio)

Vaccinare i bambini?
La circolare del ministero è piuttosto chiara: "l’inserimento dei bambini sani di età compresa tra 6 mesi e 24 mesi (o fino a 5 anni) nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l’influenza stagionale è un argomento attualmente al centro di discussione da parte della comunità scientifica internazionale". La copertura vaccinale stagionale verso i bambini sani, infatti, finora è stata fatta solo dalla Sanità Americana e Canadese e da alcuni paesi della Comunità Europea, "ma i dati di copertura vaccinale finora raggiunti non consentono di valutare l’impatto di tale intervento". Insomma, i dati non sono ancora sufficienti per valutare se, in ambito di economia sanitaria, vale davvero la pena di vaccinare in massa i bambini piccoli.

Pertanto, per adesso in Italia "non si ritiene necessario promuovere programmi di offerta attiva gratuita del vaccino influenzale stagionale ai bambini che non presentino fattori individuali di rischio".

Ciò non significa, spiegano dal ministero, che vi siano controindicazioni alla vaccinazione dei bambini “sani” di età superiore a 6 mesi, qualora il loro pediatra optasse per tale scelta. Valgono per loro le stesse regole (dosaggio, n° di dosi) indicate per i bambini appartenenti ai gruppi di rischio.

Per tutti i soggetti della popolazione generale che decidano di vaccinarsi contro l’influenza stagionale, per varie motivazioni (timore della malattia, viaggi, lavoro, etc.), il vaccino stagionale è disponibile a pagamento presso le farmacie.

 

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