Il parco giochi ideale? Non serve!

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Lo dice il più famoso progettista di parchi gioco

Parco Giochi in memoria di Lady Diana a Londra"I parchi giochi non dovrebbero esistere". Gulp e stragulp! Sapete chi ha detto queste parole al prestigioso quotidiano inglese The GuardianGünter Beltzig, che è uno dei progettisti di parchi giochi più famosi del mondo. Sua, solo per fare un esempio, la firma sul Diana Memoria Playground di Londra che vanta un vascello pirata a grandezza naturale, un accampamento indiano, acqua e sabbia a volontà per giocare e costruire e servizi igienici con wc e lavandini ad altezza bimbo. 

"Il parco giochi non dovrebbe esistere", spiega Beltzig, "perchè la nostra società dovrebbe imparare ad accogliere i bambini ovunque senza confinarli in aree speciali". Pura utopia? Günter è convinto di no, come tanti sostiene che l'ideale per i bambini è giocare nella natura, anche fronteggiando pericoli.  E in attesa che i parchi giochi non servano più ha svelato a The Guardian le sue sei regole d'oro per progettarli.  Regole utili anche per i genitori....

Eccole, il parco giochi ideale deve:

1) Avere un'atmosfera che stimoli le persone ad attardarsi li, a indugiarci un po' perchè ti ci trovi bene. Non deve essere una palestra per allenarsi e nemmeno un bel paesaggio che piace solo agli adulti;

2) Lasciare spazio all'esplorazione. Il che significa, per esempio, nascondere un'altalena dietro agli alberi o installarci dei giochi con funzoni che non sono immediatamente ovvie;

3) Proporre "rischi" visibili e facilmente gestibili. Non essere pericoloso, mai. Il gioco è fatto apposta per testare e superare i propri limiti, ma deve sempre esserci la possibilità di tirarsi indietro senza perdere la faccia. Per esempio uno scivolo non deve essere l'unica via per scendere da un castello o struttura di arrampicata, chi ha paura deve poter avere una seconda scelta come un ponte di corde.

4) Accogliere e soddisfare diversi tipi di bambini: dai più scatenati e aggressivi che vogliono dimostrare il loro potere ai più timidi.

5) Evitare cartelli che proibiscono questo o quel gioco sotto una certa fascia di età e, piuttosto, contenere aree adatte a bambini piccolie grandi.

6) Prevedere spazio in cui i genitori possano chiacchierare e gli adolescenti confidarsi segreti.


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