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Hi-tech: vaccinate i figli

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Meglio che proibire loro web e tablet spiega il prof Paolo Ferri. In 8 semplici regole

“Internet e videogiochi. I nativi digitali vanno educati alla buona e bella tecnologia come vanno educati in tutti gli altri ambiti. Vaccinare, non proibire, perché noi genitori, immigrati digitali, abbiamo paura e siamo pieni di false credenze”. Dà consigli pratici e non ammette il “non uso” fin da piccolissimi Paolo Ferri, professore ordinario di Teoria e tecniche dei nuovi media e Tecnologie per la didattica alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Milano-Bicocca, autore de “I nuovi bambini. Come educare i figli all’uso della tecnologia, senza diffidenze e paure” (ed Bur) e padre di un nativo digitale.
Smartphone, computer, tablet, internet, social network, Facebook… Come comportarsi? Quando iniziare a darli in mano ai nostri figli? Come stare tranquilli? Come controllare? Con Paolo Ferri 8 consigli per immigrati digitali alle prese con nativi digitali…

Garantire l’accesso. Meglio il vaccino del divieto, perché proibendo smartphone e tablet diventano l’oggetto del desiderio. Invece se lasciamo i mezzi a loro disposizione diventano oggetti del paesaggio. Devono poterli usare. Vietare internet fino ai 14 anni, significa farli crescere e vivere fuori dal mondo. Dall’anno e mezzo è bene permettere l’esplorazione spontanea (non rompono niente, perché hanno grande rispetto per le cose che usano gli adulti, lo dimostrano anche le ricerche).

Stare con loro e condividere. L’importante è non usare la tecnologia come babysitter. Non da soli per troppo tempo, ma la tecnologia deve essere un argomento di conversazione e negoziazione (quando sono più grandi). Dovrebbe diventare lessico famigliare. La loro vita tecnologica è parte della loro vita, come lo sport, la scuola, gli amici…Quindi parlate anche di questo con loro…E state accanto a loro, vivetela insieme.  Un modo è condividere con loro quello che facciamo: quando mandiamo una mail, o salutiamo la zia su Skype. Si educa con l’esempio.

Educare. Educate al buon uso e al bello.  Fino ai 3-4 anni dobbiamo proprio introdurli alla vita digitale come con le matite e i pennarelli. E da più grandi introduciamoli anche all’uso “utile”, come strumento per fare cose. Come si fa una ricerca sul web, come trovare video di qualità. Il consiglio è stare accanto a loro non solo per controllare, ma per fare vedere tutte le potenzialità di questi strumenti e i vari usi. Ed educare al bello significa fare vedere loro cose un po’ belle, con grafica sensata e interfacce carine. Cominciamo a educare a una qualche estetica del digitale.

Accesso sicuro. Attivate sempre il parental control o un’App che faccia da barriera ai contenuti non adatti ai bambini. Basta un’oretta per leggere le regole di privacy di Youtube, Facebook e i giochi virtuali. Lo sapevate che esiste il parent control sul You Tube? In Italia lo attiva il 16% dei genitori, contro il 30% del resto di Europa. I mezzi per permettere un “uso sicuro” della tecnologia ci sono, ma spesso gli immigrati digitali non lo sanno e anche la scuola non è pronta (nel resto d’Europa nelle scuole da 30 anni c’è la media education, in Italia non è mai stata praticata). Servirebbero dei corsi per i genitori. E ricordate di stare attenti alle vostre navigazioni su internet: la cronologia del browser deve sempre essere cancellata dopo l’uso da parte dei genitori.

Non è solo gioco. Se si rispettano le età consigliate (su console e videogiochi) il gioco non va sconsigliato, per molti versi è utile per sviluppare anche competenze logiche per risolvere problemi complessi. In più le ricerche ci dicono che quello che piace più nei videogiochi è giocarci coi propri coetanei. E’ l’uso solitario e per troppo tempo consecutivo che va limitato. Non vediamoli solo come strumenti videoludici, così anche i bambini cresceranno non considerandoli tali.

Stai attento a quello che fai tu. I bambini dai 6 anni in su ormai chiedono di andare sui social (Fb, whatsapp ecc.…), il problema è quello che facciamo noi. Il 25% delle mamme mette l’ecografia del figlio online e il 100% delle mamme mette online una foto del figlio entro i 2 anni di vita. Se il papà mette sui social qualunque cosa gli succeda, è difficile che non lo faccia anche il figlio…Bisogna iniziare dai 6 anni una progressiva educazione a che cose mettere o non mettere su internet, spiegando che le vedono tutti, che le cose rimangono lì.

La tecnologia fa male. Diffidate di qualunque ricerca neuro scientifica che dica che l’uso della tecnologia fa bene o male. Siamo troppi vicini al fenomeno per sapere se fa bene o male Il buon senso è la soluzione.

di Cristina Colli

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