Genitori: un museo come alleato

Teaser Description: 
Una visita al Mas per educare i nativi digitali alla distinzione tra vero e falso. Ecco come

Un museo alleato dei genitori per educare alla distinzione tra vero e falso, reale e virtuale? E’ sì, è anche questo il Museo d’Arte e Scienza, il museo familyfriendly dedicato all’accertamento dell’autenticità nell’arte. “Funziona perché c’è la morale (scoprire che non tutto quello che sembra autentico lo è) ma i ragazzi la assorbono senza i limiti di una lezione frontale, ma interagendo e provando in prima persona”, spiega il direttore Peter Matthaes, che con la sorella Patrizia gestisce il museo fondato dal padre Gottfried Matthaes, appassionato d’arte e tecnologia era un fisico, da qui il connubio tra scienza e arte.

RADIOMAMMA: Cosa vedi in un museo sull’accertamento dell’autenticità nell’arte?
PETER MATTHAES: Ci sono una parte su Leonardo e un laboratorio scientifico dove si fanno i veri test per appurare se un’opera d’arte è vera. Poi c’è tutto il piano dedicato all’autenticità, che si può visitare da soli (ci sono percorsi ad hoc per i bambini) o con visite guidate. Mobili, ceramiche, sculture, dipinti, tappeti, arazzi…Sono esposti sia oggetti autentici sia falsi, con le spiegazioni per capire come riconoscere se si tratta di un falso o no. In tutte le sezioni ci sono test station con lenti di ingrandimento, luce di wood, microscopi, test olfattivi o sonori per imparare a riconoscere le caratteristiche di autenticità. L’idea è di fare provare in prima persona il visitatore, a qualunque età

RADIOMAMMA: Giocando a CSI avvicinate i bambini e soprattutto i teen all’arte?
PETER MATTHAES: E’ un modo per “attirare” soprattutto nell’età più difficile, dagli 11 anni in su, quando è difficile interessarli a quello che propongono i genitori. Qui si avvicina all’arte nelle sue diverse accezioni (mobili, dipinti, ceramiche …) e facendo una riflessione in più (è vero o falso?) che stimola un meccanismo che diventa un nuovo e stimolante approccio all’arte. Guardi, ma tocchi, fai, annusi…fai un’esperienza. E per le nuove generazioni, non abituate a “soffermarsi”, ma a passare da un’immagine all’altra, questo essere coinvolti è ciò che li attira e li porta a seguirti. E così si avvicinano all’arte

RADIOMAMMA: Un museo “anti social”, per parlare dell’autenticità anche nella vita?
PETER MATTHAES L’autenticità dell’opera d’arte ti spinge a ragionare sull’autenticità in tutti gli aspetti della vita. Oggi i giovani hanno difficoltà a vedere la diversità tra amico vero e amico sui social. I genitori possono aiutarli a parole, ma questo Museo può essere un alleato pratico perché ti dà un aiuto visivo, concreto da cui partire per fare il passaggio “come nell’arte esiste il vero e il falso, esiste anche nelle persone e ancora più nella rete”. Facciamo visite guidate con laboratorio annesso e con Pepita onlus lavoriamo proprio sull’autenticità nei social media.

RADIOMAMMA: Come fate a fare vedere che un dipinto non è vero?
PETER MATTHAES Prendiamo un dipinto esposto. Ti avvicini con la lente di ingrandimento e ti facciamo vedere i dettagli che dimostrano che si tratta di una stampa a colori incollata su una vecchia tavola. A fianco invece ti avvicini a un dipinto davvero antico e vedrai con la lente tutte le caratteristiche dei vari restauri… Oppure guardi tre statuine di avorio in una sala. Col microscopio capisci subito quale è plastica (mancano i forellini dell’avorio) anche se sembrava autentica. Oppure due tavoli affiancati. Misurandolo fai la datazione del legno e capisci che uno ha solo le gambe autentiche…Insomma abitui l’occhio a distinguere i dettagli e questo è un aiuto anche nella vita reale e in quella virtuale dei ragazzi


Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a capire se sei un utente vero