Genitori, basta covare i figli!

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Daniele Novara avverte: Iperprotettivismo e assenza dei padri dietro al disagio adolescenziale

 “Bisogna ricostruire un patto educativo tra genitori. Mamma e papà hanno ruoli diversi. I papà che fanno i mammi sono pericolosi durante l’adolescenza”. Daniele Novara, pedagogista, direttore scientifico della Scuola Genitori, è chiaro nella fotografia che fa al disagio preadolescenziale e adolescenziale di oggi.

RM: Bullismo, cyber bullismo, baby prostitute nelle scuole.  Cosa succede?
Novara: Si è persa l’idea pedagogica del rapporto genitori figli, a favore di quella psicologica, per cui bisogna diventare amici dei propri ragazzi, creare con loro confidenza. Questa è la generazione delle Università sotto casa. Si sono inventati atenei ovunque. Perché? Perché i genitori sono iperprotettivi. E così però si uccide la crescita dei ragazzi. Troppi ragazzi sono in ritardo sulla vita.

RM: Perché siamo così iperprotettivi e non lasciamo “volare” i figli?
Novara: La crisi ha innescato tante, troppe paure e come reazione negli ultimi quattro, cinque anni, c’è stata una sorta di rinserrarsi nel nido materno famigliare. Da qui l’iper-protezione.

RM: Cosa possiamo fare?
Novara: Innanzitutto uscire dal buonismo, dalla confidenzialità, dal voler essere gradevoli e assecondanti. Non si può essere gradevoli e assecondanti con gli adolescenti. Hanno bisogno di resistenza, di avere una sponda per spiccare il volo. Le mamme, decisive nell’infanzia, devono fare un passo indietro a un certo punto. Dai 10 anni il Front- office educativo lo deve fare il padre.

RM: Quindi consiglia i vecchi modelli autoritari?
Novara: No, ma figura del padre si è eclissata. Le mamme tendono a fare tutto da sole, i padri o non ci sono o fanno i mammi. E da adolescenti, dopo i 10 anni, avere due mamme non serve, è il momento del paterno. Servono la normatività del paterno, la negoziazione con la resistenza giusta, il coraggio di prendere in mano le proprie responsabilità.

RM: Si dice che i ragazzi di oggi siano più avanti di una volta. Parlano di sesso, di corpo e di indipendenza già a 8 anni. Concorda?
Novara: In realtà sono in ritardo su tutto, proprio perché iperprotetti. Sembrano “avanti” perché, con tv e computer sempre accesi, scimmiottano i discorsi degli adulti. In quarta elementare magari guardano un reality show mangiando però la pizza tagliata da genitori, che hanno paura che si taglino a farlo da soli.

RM: E la scuola in tutto questo? E’ pronta?
Novara: La scuola è in crisi epocale. Da una parte abbiamo la famiglia arroccata nell’ipermorbidismo, dall’altra la scuola arroccata nell’iper valutazione continua, a discapito dell’apprendimento. Il risultato è la dispersione scolastica, mai così elevata come da quando sono introdotti i test invalsi. Il voto numerico alle elementari è in controtendenza e la tecnologia a cosa serve se usata solo per riproporre lezioni frontali? Per tornare al vero apprendimento devono cambiare i metodi e si deve tornare alla pedagogia e a fare formazione degli insegnanti .

Il prossimo appuntamento, gratuito, con Scuola genitori è giovedì 5 dicembre alle ore 20,45. Con Paolo Ragusa, formatore CPP e counselor si affronterà il tema: “Ho preso una nota! Il ruolo dei genitori e le attese della scuola: è possibile un’alleanza?”. Appuntamento alla sala del centro congressi della Provincia di Milano via Corridoni 16 (l.go Augusto)
www.cppp.it

di Cristina Colli


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