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Genitore, cambia ritmo!

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Giuseppe Bilancioni avverte: scegliere la scuola x i bimbi significa fare un profondo esame su noi stessi. Usando vicinanza, razionalità e cuore come indicatori…

“Razionalità e vibrazione emotiva”. Insieme. Avreste mai pensato che fossero i due indicatori principali da utilizzare per scegliere la prima scuola che frequenta nostro figlio?

Noi no. Ma a suggerircelo, a pochi giorni dall’apertura delle iscrizioni di nidi e materne pubblici (si parte il 7 marzo) e mentre si svolgono gli ultimi open day delle strutte private premiate con il bollino blu familyfriendly di Radiomamma ( nellaGUIDA DI RADIOMAMMA A NIDI, ASILI E ALTERNATIVE FAMILY FRIENDLY trovi la lista completa), è un’autorità del campo: Giuseppe Bilancioni, fondatore della Giocomotiva e riferimento italiano per tanti professionisti che si occupano di educazione e infanzia.

Giuseppe, un errore da evitare a ogni costo al momento della scelta?
L’offuscamento della ragione. Bisogna cercare di bilanciare razionalità e cuore. Mi spiego: una scuola può essere la più bella del mondo, ma se la sua retta costringerebbe la famiglia a sacrifici economici troppo grandi forse è la scuola sbagliata perché il benessere che cerchiamo deve essere per il bimbo e per chi gli sta intorno. Allo stesso tempo, dobbiamo essere molto onesti con noi stessi nell’analisi “di cuore”: se scelgo una scuola confessionale, non solo devo essere davvero contento che tutti i giorni mio figlio si faccia il segno della croce ma anche che la scuola chiuda 10 giorni a Natale perché  ritiene che quello sia il tempo per stare insieme e non per mandare i figli a un campus. Stesso discorso se opto, per esempio, per una scuola steineriana: poi non posso lamentarmi o considerare una fatica  il fatto di dover preparare tutti i giorni il pranzo per mio figlio.  La “vibrazione valoriale” della scuola deve essere davvero in sintonia con i valori della famiglia.

Altri indicatori importanti da tenere in conto?
La vicinanza. Arrivare incattivito al nido dopo aver fatto 40 minuti di strada nel traffico, gioca contro il benessere psicofisico della famiglia e contro la sua serenità. Dobbiamo essere consapevoli che deviare il percorso casa-ufficio per fare il bene del figlio, può procurarci nervosismo, accidia e stress che poi proprio sul figlio ricadono. Il bene del bambino è anche e sempre il bene della famiglia.  Un altro indicatore molto importante da considerare è il progetto pedagogico della struttura scelta. E’ importante che sia visibile un pensiero sul bambino, e che questa visibilità non sia solo legata all’immagine della scuola, ma che sia agita. Infine, è bene fare un ragionamento serio su come cambia la nostra vita quando diventiamo genitori.

In che senso l’essere “famiglia” impatta sulla scelta del nido o dell’asilo per nostro figlio?
Dobbiamo mettere l’accento sul cambiamento che ognuno di noi deve fare quando decide di fare famiglia. Parlo di un “arricchirsi”, non di un “ridursi”, nella funzione genitoriale che, però, necessariamente impone un cambio di stile di vita e una rimodulazione e condivisione dei carichi. In quest’ottica, per esempio, non considererei la flessibilità di orari e di servizi come un valore assoluto. E’ bene che esista come “bastone” per chi non ha altre possibilità o aiuti ma non deve essere la toppa che si mette a un mancato accomodamento lavorativo o di vita. 

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