Gender: Arte contro teoria

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Un laboratorio per bimbi e ragazzi fa ragionare sugli stereotipi: “a insegnarli sono gli adulti, invece i bimbi…” denuncia l’artista Paola Gaggiotti

Una principessa può essere vestita di nero? E un guerriero può indossare una gonna rosa? Un adulto probabilmente risponderebbe “beh no…”. Mentre i bambini? “Nella mia esperienza sono molto critici e curiosi e poco condizionati, quindi no, non si stupiscono tanto di questo…”, racconta l’artista Paola Gaggiotti che domenica 13 sarà a ZonaK per una giornata dedicata ai bambini e ai ragazzi sull’argomento genere

La formula della giornata: I genitori e i ragazzi (sopra i 10 anni) guardano un docu-film che racconta la vita di quattro famiglie arcobaleno, raccontate dai figli stessi (GAYBY BABY. Di Maya Newell). E i bambini, dai 6 ai 10 anni lavorano intanto in un laboratorio sul tema dello stereotipo: La Vera Enciclopedia delle principesse e dei guerrieri. Il laboratorio è tenuto da Paola Gaggiotti, artista che da anni lavora con bambini e adulti usando il linguaggio dell’arte per affrontare tematiche sociali e fondatrice di Alterarte, associazione per la divulgazione dell'arte e della cultura contemporanea

Radiomamma: Il Laboratorio si intitola La Vera Enciclopedia delle principesse e dei guerrieri. Perché principesse e guerrieri e non principesse e principi?
Gaggiotti: Il bimbo maschio non ha il principe come punto di riferimento, ma il guerriero (tartaruga ninja, Pokemon …). L’ipermascolinità in cui il bambino si identifica è il guerriero e l’iperfemminilità è la principessa. I bambini non sognano di diventare principi, le bambine il principe lo sognano, per questo è più un loro punto di riferimento. Parliamo di stereotipi e i bambini devono riconoscervisi.

Radiomamma: Come può l’arte aiutare a parlare con i bambini di genere?
Gaggiotti: L’arte facilita qualsiasi argomento, perché è piena di interrogativi. Se uno fa sue queste domande inizia a ragionare con il suo cervello e inizia a liberarsi dei pregiudizi, su qualunque tema. Alle elementari i bambini cominciano ad avere alcuni stereotipi, dati dal mondo degli adulti che è condizionato. L’arte può aiutarli a imparare a vedere, riconoscere e mettere in dubbio questi stereotipi. Con l’arte non si vuole insegnare una verità, ma a saper porre in forse quello che ci viene proposto come certo.

Radiomamma: Come avviene il laboratorio, in che modo l’arte affronta il tema “genere”?
Gaggiotti: Non uso immagini, ma uso il linguaggio artistico, quindi il porre domande. Parto dal dialogo: Come è vestita principessa? Come si chiama? Di che colore è il guerriero? Cosa fa il guerriero? E la principessa? Il guerriero può essere rosa e la principessa nera? Parto da qui, dal fare emergere le idee e i concetti di maschile e femminile che hanno i bambini. Parlano e io scrivo su una lavagna quello che emerge. Poi loro agiscono, visivamente sono loro a fare arte. Devono disegnare con pennarelli e matite il loro guerriero e la loro principessa. Tutto poi viene esposto e si guarda insieme la nuova enciclopedia di principesse e guerriere che hanno creato. Così si vede che ci sono elementi interscambiabili tra le due figure e che ci sono principesse e guerrieri come non ce li aspettiamo. Non è un tirare le somme il momento conclusivo, ma un esporre l’immaginario dei bambini sul femminile e il maschile.

Radiomamma: Quindi con questo laboratorio i bambini escono pensando che la principessa ha la spada e il guerriero è rosa?
Gaggiotti: L’ho provato in una classe, una prima elementare. No, non escono pensando che il guerriero è rosa con la borsetta e la principessa è nera con la spada. Ma escono avendo capito che cosa è uno stereotipo e che la principessa non è sempre rosa. Escono con un’idea più consapevole del genere, con l’idea che ci sono due generi diversi e che ci sono tanti stereotipi attaccati a questi due generi, ma che sono stereotipi appunto.

Radiomamma: I bambini sono spiazzati dal pensare che la principessa nero e il guerriero rosa possono esistere?
Gaggiotti: I bambini che ho incontrato nella mia esperienza sono molto critici e curiosi e poco condizionati, quindi no, non si stupiscono di questo. Ma sono spiazzati dal modo di procedere che uso con la didattica dell’arte. Non li stupisce la domanda: la principessa può essere nera? Ma il fatto che io, adulto, parto da una domanda, dal cosa ne pensi tu, bambino. La didattica contemporanea abbandona sempre più la frontalità, ma soprattutto a scuola, si risente ancora molto della vecchia impostazione…

Domenica 13 ore 16: ZonaK, Via Spalato 11
Laboratorio: € 8,00 Prenotazione: biglietti@zonak.it
Docu-film: In inglese con sottotitoli in italiano. € 5,00 + tessera associativa 2,00€ all’accompagnatore adulto

di Cristina Colli

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